Roma, 21 lug – Le televisioni nazionali dovranno assumere annunciatori uomini per legge? E’ ancora presto per dirlo, ma il ministero per le Pari Opportunità effettuerà un’ispezione nelle sedi di Rai e Mediaset per verificare che non ci siano discriminazioni sessiste nei casting affidati a società esterne per la selezione di queste specifiche figure professionali. Lo riferisce a 9 Colonne Massimiliano Cordeddu, un trentaduenne che, attraverso il sito internet signorinobuonasera.it, conduce una battaglia per il riconoscimento del diritto degli uomini a svolgere le stesse mansioni che hanno assolto in Rai volti storici come Mariolina Cannuli o Rosanna Vaudetti. Divenuto ormai popolare sul web grazie a numerose partecipazioni come ospite a trasmissioni televisive, da “Uno Mattina” a “Rai News 24”, il giovane sardo, che ha acquisito esperienza come presentatore per l’emittente Eco tv, ha chiesto di lavorare come annunciatore alla Rai. Dopo aver ricevuto più di una risposta negativa, condita talvolta da commenti sorpresi e ironici alla sua singolare richiesta, ha intrapreso una battaglia legale, sostenuto dall’avvocato Paolo Dell’Anno. “In breve – scrive sul suo blog – si tratta di una discriminazione al contrario. Così, anziché piangermi addosso, ho fatto delle ricerche e spulciato tutte le leggi che regolamentano il sistema radiotelevisivo italiano. Ho trovato una norma che faceva proprio al caso mio. La legge 223 del 1990, infatti, regola il sistema radiotelevisivo italiano e all’art. 18 sancisce: ‘La concessionaria pubblica e i concessionari privati per la radiodiffusione sonora o televisiva in ambito nazionale, sono tenuti a promuovere azioni positive volte ad eliminare condizioni di disparità tra i due sessi in sede di assunzioni, organizzazione e distribuzione del lavoro, nonché di assegnazione di posti di responsabilità’”. “Al dicastero delle Pari Opportunità – spiega – mi ha ricevuto il capo di Gabinetto, Simonetta Matone. Mi ha assicurato che il ministero eseguirà una verifica in tal senso presso i principali gruppi televisivi. Per ora non so che tipo di sanzioni o procedure sono previste nel caso gli ispettori dovessero appurare che effettivamente non è stata applicata la 223”. La nota ufficiale diffusa dal dicastero precisa che “Tema dell’incontro, richiesto dallo stesso Cordeddu, è stato l’istanza da lui presentata il 5 giugno all’autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, riguardo una violazione delle legge sulle Pari Opportunità da parte della Rai e dei maggiori gruppi televisivi italiani, nella selezione di sole donne nel ruolo di annunciatrici di programmi televisivi. Copia dell’istanza è stata inviata per conoscenza al ministro per le Pari Opportunità e al presidente della Commissione parlamentare di vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Le richieste presentate dal sig. Cordeddu saranno esaminate con particolare attenzione dagli uffici del ministero”. La risposta incoraggiante ricevuta dal dicastero diretto da Mara Carfagna è la prima, dopo un paio di tentativi andati a vuoto.
“Il Quirinale – prosegue Cordeddu – si è dichiarato non competente per il mio caso specifico e ha investito della questione il ministero dello Sviluppo Economico. Ero invece molto fiducioso su un provvedimento dell’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni, la quale con linguaggio ‘burocratese’, si dichiara competente, ma, allo stesso tempo afferma, che la mia richiesta è da ritenersi improcedibile”. Cordeddu annuncia infine che la sua missione a favore dei “signorini Buonasera” proseguirà anche nelle aule dei Tribunali, se la via istituzionale non darà i risultati sperati. “Ricorrerò al Tar del Lazio, in ultima analisi, dopo aver investito in via stragiudiziale tutte le commissioni preposte a risolvere il mio problema”, ha concluso il battagliero aspirante annunciatore.
(Clz)