Roma, 25 lug – Contro lo stress da computer, arriva la giornata No Tecnostress. O meglio, le giornate, perché le iniziative promosse dalla community di lavoratori info-hit tech aggregata da Run for tecnostress Network si terranno nell’arco di più di tre mesi, fino al 28 ottobre. Costretti a passare molte ore al giorno davanti ad un desktop o alle prese con il cellulare, i tecnoprofessionisti che vi partecipano possono staccare la spina e ricaricare le batterie, per una volta non quelle del telefonino o del pc portatile. La prima edizione di “NoTecnostresDays: 100 giornate di prevenzione in tutta Italia” prevede iniziative benessere e serate rilassanti: running, gite in montagna, meditazione, aperitivi rilassanti con massaggi shiatsu e yoga gratis, giornate di formazione, tecniche di respirazione, un concerto di percussioni e danza africana, coccoloterapia in acqua termale. L’obiettivo è, come detto, di sensibilizzare i lavoratori info-tech a godersi le vacanze e staccare gli occhi dal computer. Gli eventi si svolgono prevalentemente tra Roma e Milano, le città più “tecnostressate”, in collaborazione con Assodigitale e Viadeo, il network dei professionisti in rete sponsor della manifestazione. Una delle manifestazioni più originali in programma è la maratona più breve del mondo. Si tiene il 14 settembre e dura un minuto. Si parte dalla piazza del comune di Bracciano e si corre per un breve tratto verso il piazzale dell’università agraria. “C’è molta gente che soffre di tecnostress – spiega Enzo Di Frenna, giornalista e presidente di Netdipendenza Onlus – ma faticano ad ammetterlo. L’ultimo rapporto Ocse sull’occupazione ha rivelato che un lavoratore su dieci ritiene di avere problemi di salute mentale legati al lavoro. Si parla apertamente di stress, insonnia, crisi d’ansia: sintomi tipici del tecnostress. E proprio dalla tecnologia può arrivare la cura: la funzione del social network è infatti quella di mettere in contatto tra loro i tecnostressati, che possono organizzare eventi benessere e ‘disintossicarsi’ dall’eccesso di tecnologia”.
(Clz)