Roma, 28 lug – Il segretario generale del Cgie Elio Carozza ha scritto una lettera per commemorare la tragedia di Lotschberg, in cui cent’anni fa perirono 25 lavoratori italiani. “Agli albori del secolo scorso i collegamenti ferroviari rappresentavano la frontiera della modernità e del progresso. L’occupazione di lavoratori, di maestranze e di ingegneri italiani in questo settore costituiva una garanzia di efficienza e di laboriosità – ricorda Carozza – Queste opportunità occupazionali permisero a molti italiani, sia del Nord che del Sud della Penisola, di trasferirsi in Europa e nel nuovo mondo dando vita al fenomeno dell’emigrazione di massa. Alle difficili condizioni che si manifestavano nel mondo del lavoro,mancanza di prevenzione, di sicurezza, di assistenza e di tutela gli italiani sopperivano con coraggio e voglia di vivere. In molti casi, però, ciò non bastò per sfuggire alle tragedie che proprio all’inizio del secolo scorso si verificarono copiose e tra queste quelle di Monongah e Kandersteg, e successivamente Marcinelle, sono ricordate come quelle del sacrificio del lavoro italiano all’estero. Il 24 luglio del 1908 a Kandersteg (Svizzera), un paesino di circa 400 anime situato in un paesaggio scarno tra montagne e valli alpestri, nel tunnel del Lötschberg che avrebbe permesso di accorciare il percorso tra l’Italia e la Svizzera, persero la vita 25 lavoratori italiani. Nella ricorrenza del centenario di quell’effimera tragedia, il Consiglio Generale degli italiani all’estero ricorda con emozione e profonda commozione il sacrificio dei lavoratori italiani deceduti nell’opera del traforo del Lötschberg, e ringrazia il Comites di Berna per aver assunto l’iniziativa di commemorare quella triste pagina della storia del nostro Paese”. Carozza conclude dichiarandosi “grato al Comites di Berna ed ai Consiglieri del CGIE in Svizzera di aver programmato per il 7 settembre prossimo una giornata della memoria e che in questo progetto abbiano coinvolti i giovani italiani dei corsi di lingua e cultura italiana di tutta la circoscrizione, che potranno avvalersi del contributo di storici, accademici e della testimonianza del mondo associativo presente in Svizzera”.
(Sis)