Roma, 28 lug – Commentando, infine, le testimonianze raccolte ne “I segni dell’emigrazione”, il direttore Badaloni ha affermato: “Leggendo le storie di questo lavoro, mi è sembrato di conoscerle tutte. O forse perché ne rivedevo una sola: quella del mio consuocero. Mi onoro di avere un consuocero emigrato in Svizzera che rimboccandosi le maniche ha raggiunto una posizione sociale rispettabilissima, oggi è gestore di un ristorante di grande successo e un quotato artista. E’ andato via da Vicenza che aveva 19 anni, ed anche se non è facile la vita degli italiani in Svizzera, è riuscito a ritagliarsi un suo spazio giorno dopo giorno, faticando come un dannato, come tanti altri italiani sparsi per il mondo. Italiani che, a distanza di decenni, manifestano ancora tutto l’orgoglio per la loro terra”.L’opera “I segni dell’emigrazione – L’Italia dall’emigrazione all’immigrazione – Documenti, ricerche, testimonianze, musiche e filmati”, che si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e del Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” di Gualdo Tadino, verrà presentata il prossimo 10 settembre al Circolo degli Affari Esteri. Tra i relatori, anche il direttore di Rai International, Piero Badaloni.
(Sis)