Roma, 29 lug – La senatrice Mirella Giai, eletta nella Ripartizione America Meridionale, ha presentato un emendamento al disegno di legge recante disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria mirato ad abrogare il comma che prevede una serie di misure restrittive che praticamente eliminano l’istituto dell’assegno sociale e così facendo distruggono uno dei pilastri del sistema assistenziale in Italia. La senatrice ha accusato il Governo di voler penalizzare i più deboli con una norma che se presumibilmente voleva impedire agli stranieri la possibilità di aver diritto all’assegno sociale, si accanisce invece in concreto contro gli stessi italiani residenti in Italia alzando a dieci anni di residenza e di lavoro i requisiti da far valere per poter richiedere l’assegno al compimento di 65 anni di età. Il comma prevede testualmente che “l’assegno sociale è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente e lavorato legalmente con un reddito almeno pari all’importo dell’assegno sociale, in via continuativa, per almeno dieci anni nel territorio nazionale”. Secondo la Giai “si tratta di una norma giuridicamente e socialmente aberrante che penalizza le persone più bisognose soprattutto con la previsione del requisito dei dieci anni di attività lavorativa legale e che paradossalmente colpisce gli italiani e non i cittadini comunitari i quali possono invocare invece i regolamenti comunitari di sicurezza sociale per l’attivazione del meccanismo della totalizzazione sia per i requisiti di residenza che per quelli di occupazione”. “Dopo la denuncia immediata di Gino Bucchino la settimana scorsa contro l’attacco del Governo all’assegno sociale conclude la Giai – ora si stanno muovendo anche i sindacati (in particolare la CGIL) per costringere il Governo di centro-destra a rivedere l’ignominiosa norma”.
(Sis)