Catanzaro, 4 ago – Al viaggio degli immigrati italiani, alle loro speranze, alla loro storia di stenti, di sacrificio e sfruttamento è dedicato il progetto di promozione culturale della Fondazione Napoli Novantanove che, in collaborazione con autorevoli partner tra cui la fondazione Agnelli e l’Istituto Luce, ha realizzato la “Nave della Sila: museo narrante dell’emigrazione”. Allestito nella vaccheria dell’antica residenza di Torre Camigliati, nel cuore della Sila, il museo rientra nel più ampio progetto del parco letterario che ripercorre i racconti di viaggio dello scrittore Norman Douglas. Quest’ultimo dedicò suggestive descrizioni alla regione, raccogliendole nel volume il cui titolo ha ispirato la stessa idea del parco: “Old Calabria”. La storia racconta di viaggi che invece sono stati struggenti e drammatici, avendo segnato un distacco che né il tempo né la nostalgia sono riusciti a colmare. Così è stato per la moltitudine di italiani, tra cui tantissimi calabresi, espatriati fin dalla fine dell’Ottocento. Trecentomila, quasi un quarto della popolazione regionale, sono stati i calabresi emigrati tra il 1876 e il 1900. La Nave della Sila, che ha le evocative vesti del ponte di un bastimento, intende proporsi al pubblico come dinamica traccia di memoria storica e civile e come monito alla coscienza collettiva che ha rimosso il dramma del fenomeno migratorio in Calabria e in Italia, seppellendo così il vissuto di generazioni costrette e rendere il loro contributo di energie e lavoro a paesi stranieri largamente ostili e inospitali. Gigantografie e voci narranti consentono al visitatore di ripercorrere tutte le tappe dell’esperienza migratoria.
(Erg/Sis)