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ENOGASTRONOMIA: 4.396 I PRODOTTI TIPICI SALVATI DALL’ESTINZIONE

it@withub.it by it@withub.it
10 Agosto 2008
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Roma, 10 ago – Toccano la vetta di 4.396 – dai precedenti 4.372 – i prodotti agroalimentari italiani ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo che, ‘salvati dall’estinzione’ sono disponibili come souvenir o per allietare le tavole dei turisti durante le vacanze. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che ha fatto il bilancio delle specialità nazionali “salvate dall’estinzione” perché inserite nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni aggiornato con la settima revisione pubblicata nel supplemento alla Gazzetta Ufficiale n.151 del 30 giugno 2008. A prevalere tra le specialità sono i 1.313 tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.237 verdure fresche e lavorate, 733 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 455 formaggi e 149 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, alla pari con i prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.). Con questo ultimo elenco, che fa registrare un lieve incremento del rispetto all’anno scorso, anche perché ne sono stati cancellati alcuni divenuti Dop o Igp e quindi protetti a livello europeo, sono stati messi “sotto tutela” nuovi prodotti come il formaggio campano Casuforte di Statigliano, la laziale fragola di Terracina, gli Straccadenti, dolce dell’Emilia-Romagna, la Castagna obiacco del Friuli-Venezia Giulia, la patata ligure Cabannese, l’agnello di razza Brianzola della Lombardia, il pomodorino di Manduria pugliese o la Galantina (prodotto a base di carne) marchigiana. Rispetto al luglio 2000 quando è iniziato il lavoro di catalogazione a livello regionale i prodotti salvati sono piu’ che raddoppiati grazie all’impegno degli imprenditori agricoli nel recupero delle tradizioni. Un risultato, continua la Coldiretti, finalizzato a proteggere dalle falsificazioni e a conservare anche in futuro nella sua originalità il patrimonio gastronomico nazionale che rappresenta una componente determinante per la competitività del Made in Italy. Un patrimonio che dall’estate 2008, grazie anche all’azione della Coldiretti, è stato dichiarato per decreto come espressione del patrimonio culturale italiano. Una ricchezza nazionale che comprende – precisa la Coldiretti – prodotti ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni e metodiche praticate sul territorio in modo omogeneo. Dai fagioli zolfini toscani al formaggio puzzone di Moena del Trentino, dai lampascioni sott’olio pugliesi al pane carasau della Sardegna, dalla grappa veneta alla porchetta di Ariccia nel Lazio, l’elenco riguarda una vasta gamma di prodotti che divengono i più apprezzati souvenir delle vacanze. “La mappa regionale delle specialità – sostiene la Coldiretti – non costituisce soltanto un utile riferimento per i consumatori particolarmente attenti alla gastronomia, ma è in grado anche di attivare un importante indotto turistico enogastronomico che vale cinque miliardi di euro. C’è dunque – sostiene la Coldiretti – l’opportunità di valorizzare un patrimonio ad alto valore culturale e alimentare e, nello stesso tempo, di dare un riconoscimento del quotidiano impegno degli imprenditori agricoli nell’offerta ai consumatori di prodotti la cui qualità e genuinità è garantita da rigorosi disciplinari. Molti dei quali – continua la Coldiretti – possono essere acquistati nelle oltre cinquantasettemila aziende agricole che vendono direttamente i propri prodotti o gustati comodamente nei diciottomila agriturismi italiani nei quali trovano ospitalità quattro milioni di turisti durante l’anno. Tra le Regioni che possono vantare il maggior numero di prodotti tradizionali censiti – conclude la Coldiretti – figurano la Toscana, con 455 prodotti, seguita da Veneto con 371, dal Piemonte con 366, dal Lazio con 341 e dalla Campania con 330”.
(Caf)

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