Pechino, 19 ago – La vela azzurra balla un tango nelle acque di Qingdao e conquista la sua prima medaglia alle Olimpiadi cinesi. Una medaglia nella classe Laser, il singolo per eccellenza, la barca monotipo, l’attrezzo velico con scafo e vele perfettamente uguali per tutti, dove per vincere conta solo l’abilità del timoniere. A conquistarla l’italo-argentino Diego Romero Paschetta, 33 anni, nato a Cordoba (Argentina), bisnonni italiani (Paschetta e Seggiaro, di origine piemontese in provincia di Cuneo) trasferiti in Argentina, nonno Juan Paschetta che a Cordoba ha preteso che fosse mantenuta la cittadinanza italiana (“Vedrai che un giorno, quando meno te lo aspetti, ti tornerà utile”, ricorda Diego con gli occhi lucidi), che vedeva con lui le partite della nazionale italiana ai mondiali di calcio del 1982 e che gli regalò la sua prima maglia azzurra. “Oggi nonno Juan sarebbe contentissimo, ne sono sicuro”. A Cordoba sono orgogliosi di lui papà Carlos Romero e mamma Graziella Paschetta, entrambi architetti, e anche i suoi due fratelli minori (uno avvocato e l’altro disegnatore). Prima del podio di Pechino 2008, due Olimpiadi nella classe Laser con la bandiera argentina (Sydney 2000, 22° posto; Atene 2004, 12°, Romero ha doppio passaporto e dal 2006 ha completato la procedura per far parte delle squadre nazionali di vela, concorrendo alle selezioni olimpiche. Qualifica conquistata al Mondiale di Cascais 2007, e selezione strappata al Campionato Italiano delle Classi Olimpiche di Venezia a luglio. “Non è una sorpresa per me, questa medaglia. Io sono stato sempre convinto di potermela giocare al massimo – ha raccontato Diego al sito della Federvela –. Ho fatto una scelta di vita importante, ho lavorato duramente negli ultimi due anni e soprattutto negli ultimi sei mesi, per preparare questa Olimpiade, ho perso 7 chili solo nelle ultime 5 settimane dopo il campionato italiano di Venezia. Credo che non sia un caso che sul podio siamo tre atleti con più di 30 anni: regatare sul Laser non richiede solo impegno fisico ma, specialmente nelle condizioni di questa regata, un grande equilibrio e una forza della testa. Ci vuole maturità per gestire regate con pochissimo vento puntando a restare sempre nelle prime posizioni di una flotta fortissima come quella presente ai Giochi”. “Oggi è senza alcun dubbio il giorno più bello della mia vita. Dedico questa medaglia alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina, agli amici veri, che non ti abbandonano nei momenti difficili, e alla gente italiana – prosegue il medagliato azzurro –. Adesso festeggiamo questa medaglia, per me è un onore: la sento italiana con il cuore, è anche un risultato della buona energia che ho preso dalla gente di questo paese. Mi piacerebbe iniziare a pensare già a Londra 2012, questa volta vorrei vincere la medaglia d’oro”.