Roma, 2 set – Il quotidiano argentino “La Nacion” festeggia il ritorno sul grande schermo del regista Daniele Luchetti, definito “cineasta originale”, sebbene il suo nome “possa risultare poco familiare” laddove nel Paese sudamericano sono stati commercializzati solo due dei suoi film – “Domani accadra’ ” (1988) e “Il portaborse” (1991) – che, “dopo un inizio brillante, non hanno ottenuto grande visibilita’ “. L’articolo si sofferma soprattutto sul film di Lucchetti “Mio fratello e’ figlio unico”, presentato lo scorso anno al festival di Cannes e che “ha raccolto applausi e critiche entusiastiche”. Opera che “ha contribuito alla lenta ma incalzante rinascita del cinema italiano, grazie a titoli come ‘Manuale d’amore’, ‘Saturno contro’, ‘La bestia nel cuore’, ‘Gomorra’ e ‘Il divo'”. Si sottolinea che Luchetti afferma che il suo film che ha per sfondo le contestazioni del ’68, non è una pellicola di tema politico, “bensì di una storia che parla di essere umani che amano, soffrono, si divertono e che a volte prendono anche una posizione politica”. Delle parole del regista si cita inoltre: “Ho tentato di guardare con affetto a quanti in quel periodo erano prigionieri della storia e che per motivi diversi si sono trovati a dover prendere decisioni che hanno condizionato la loro vita”. Il tutto però, “con tono leggero, vale a dire con appassionata ironia”.