Mar del Plata, 4 set – “Ho compiuto il mio sogno, lo sforzo alla fine ha avuto il suo premio. Non posso chiedere di più alla vita” ha affermato Curuchet. “Questo vuole essere anche un messaggio ai giovani di non mollare mai”. Il velocista, giorni fa era stato coinvolto in una piccola polemica con le autorità del comitato olímpico argentino perchè non era stato nominato per portare la bandiera della delegazione argentina in occasione della ceremonia inaugurale a Pechino, onore che è capitato invece al fuoriclasse del basket Emanuel Ginobili, curiosamente anche lui di origini marchigiani.Gli atleti che lunedi verranno accolti dalla Presidente Cristina Kirchner, sono stati omaggiati in Comune dal Sindaco Gustavo Pulti e successivamente da i loro fan nel Complesso sportivo ‘Teodoro Bronzini’. Juan Curuchet, sposato e padre di quattro figli, ha ringraziato i marplatensi per il sostegno offertogli nel trascorso della sua lunga carriera prossima alla fine e in particolare a suo zio, Ramòn Palanga, che lo ha iniziato nella dura disciplina quale il ciclismo di competizione. In fine, una sentita riconoscenza ai genitori che “mi hanno trasmesso la passione e la dignità delle corse in bicicletta, valori inalterabilmente tramandati dai nonni italiani”.
(Sis)