Roma, 11 set – Tante storie, tante testimonianze, tante immagini, tanta cultura. E la voglia-necessità di ricordare, di spezzare la storia moderna del nostro Paese per inserirvi, finalmente, l’importante capitolo dell’emigrazione. Tanti milioni furono, dalla fine dell’Ottocento in poi, gli italiani che s’imbarcarono per il Nuovo Mondo o, più modestamente e in tempi più recenti, presero un treno diretto in Europa per cercar fortuno. Dei loro segni, dei “Segni dell’Emigrazione”, è andata alla ricerca Tiziana Grassi, giornalista di Rai International, aiutata dalle sue compagne di viaggio Catia Monacelli, storica e antropologa, e Giovanna Chiarilli, anche lei giornalista del canale tv pubblico destinato agli italiani all’estero. “I segni dell’emigrazione”, edita da “Il Grappolo” e presentata ieri al Circolo degli Affari esteri a Roma, è un’opera nuova nel suo genere, articolata su più livelli (storico, culturale, antropologico…) e su più forme di comunicazione: non un libro, ma un cd-rom contenente immagini, video, musiche, documenti, interventi… Quasi una ‘enciclopedia’ dell’emigrazione, per realizzare la quale Tiziana Grassi si è avvalsa della collaborazione del ministero degli Esteri, del Museo Regionale dell’Emigrazione Pietro Conti, del patronato Acli, dell’Università di Roma La Sapienza, oltreché di tutti i maggiori esperti nel settore e di tante testimonianze ‘live’ di chi l’emigrazione l’ha vissuta sulla propria pelle.
(Sis)