Roma, 11 set – “Leggendo l’intervista ho capito che il sottosegretario Alfredo Mantica non è la persona adatta per dirigere il ministero degli italiani all’estero. “He is unfit to represent the italians abroad”, come ebbe a dire tempo fa il Times parlando dell’attuale presidente del governo. Ci sentiamo orfani di Tremaglia! Gli italiani all’estero o li ami o li odi, non c’è una via di mezzo. Nel nostro caso, con Tremaglia erano diventati una tribù protetta, da questo governo, invece, non sono presi in seria considerazione, sono sopportati. A cinque mesi di distanza dalla sua nomina Mantica non è ancora stato in grado di far conoscere il programma che intende realizzare. Le informazioni che ci riguardano, ci giungono dalle fonti del ministero dell’economia e delle finanze, parlano di tagli e di pesanti riduzioni degli interventi nel mondo della scuola, della previdenza e dei servizi, che rischiano di mettere in gravi difficoltà il pur instabile e obsoleto sistema di riferimento per gli italiani all’estero. Mantica è stato incalzato nel Consiglio di presidenza del CGIE, gli abbiamo chiesto di scoprire finalmente le carte, di rispondere alle domande e alle ansie della nostra gente. Con questo governo non c’è più trippa per gli italiani all’estero. Essi sono destinati al macero. Se nel secolo scorso dovevano imparare le lingue ed emigrare, oggi sono ripudiati. Con il ritorno all’autoritarismo imperante nel nostro Paese, e con le dovute cautele, gli italiani all’estero a breve e medio termine dovranno fare i conti con scelte governative trancianti e discriminatorie. Da questo esecutivo possiamo essere considerati anche dei pezzenti, dei lagnoni, questuanti, ma in tutti i campi teniamo alta la bandiera e l’onorabilità del nostro Paese”.
(Erg/Sis)