Tirana, 18 set – Così come accadde in Italia negli anni 50 e 60 la povertà in Albania in questi ultimi anni è stata ridotta grazie al denaro inviato dagli emigrati che vivono e lavorano principalmente in Italia e Grecia, ma, il 2008 ha subito una flessione portando così ad una serie di danni all’economia del Paese tanto che la Banca Nazionale sta cercando un’altra fonte economica per sostituire le entrate in diminuzione. Il 2007 ha segnato un miliardo di euro di soldi arrivati dal lavoro degli emigrati albanesi in vari Paesi del mondo che hanno coperto le spese di consumo dei loro famigliari in patria, riducendo in modo considerevole la povertà e tenendo stabile la valuta albanese (lek). In Albania il 26% delle famiglie arriva a fine mese solo grazie ai soldi spediti regolarmente dai parenti che lavorano come emigrati all’estero. Grazie a questo afflusso denaro nell’economia albanese il Paese ha potuto importare dall’estero. Il 59% delle suddette famiglie vive nelle zone rurali, dove questo fenomeno è considerato quasi una normalità. Secondo gli esperti sono circa 1 milione gli emigrati albanesi sparsi per il mondo e in pochi anni non saranno più la stessa risorsa di oggi, perché con il passare del tempo diventeranno cittadini del Paese ospitante a tutti gli effetti.
(Sab)