New York, 19 set – “E’ impressionante constatare con quanto orgoglio gli statunitensi raccontino questo capitolo della loro storia. L’aver assicurato il diritto al “pursuit of happyness”, la ricerca della felicità, alle tante persone che nel corso dei decenni sono approdate qui, e l’aver poi costruito un paese quale frutto della fusione delle culture e delle etnie, è una cosa di cui ogni statunitense va giustamente fiero. – ha aggiunto Chiocchetti – In Italia abbiamo purtroppo seguito per troppo tempo la strada opposta: abbiamo trascurato la nostra storia di popolo migrante e ci approcciamo agli immigrati con sentimenti di paura. Fin troppo spesso, invece di cogliere le opportunità decidiamo di chiuderci e di arroccarci nel nostro piccolo io. L’esperienza statunitense, nonostante le difficoltà che anche qui ci sono, ci insegna che si può e si deve fare diversamente. La visita a Ellis Island mi ha confermato nuovamente quanto la storia della nostra emigrazione sia legata all’immigrazione che viviamo oggi in Italia. E’ quindi importante ricordare adeguatamente chi siamo stati, e in questo senso l’istituzione di un museo nazionale dell’emigrazione italiana rappresenta un tassello fondamentale, per poter poi offrire a chi viene dei modelli di integrazione per inserirsi nella nostra società.”
(Erg)