Napoli, 19 set – “Le Regioni ricordano infine che la loro preoccupazione principale è l’attuazione di una reale politica di convergenza nel Mediterraneo già nel periodo 2014-2020 e che considerano questi primi progetti come un primo passo verso un più ambizioso obiettivo. Ricordano inoltre che è possibile integrare una dimensione territoriale con un sostegno comunitario, nazionale, regionale e locale molto attivo già a partire dall’attuale periodo di programmazione, e utilizzarla come modello per un’attuazione più ambiziosa dopo il 2013. Chiedono, quindi, agli Stati membri mediterranei di attivare maggiormente le loro politiche settoriali nei due programmi principali di cooperazione transnazionale adottati dalla Commissione europea: il programma MED per quanto riguarda la dimensione Nord/Nord; il programma ENPI-CBC per bacino marittimo per quanto riguarda la dimensione Nord/Sud. Invitano gli Stati membri e la Commissione a moltiplicare gli sforzi a favore della lotta contro l’inquinamento del Mediterraneo che attualmente non dispone né dei mezzi né della governance adeguata, e ciò nonostante la priorità politica di cui è oggetto. A tale proposito sottolineano, rammaricandosene al contempo, come l’iniziativa Horizon 2020 sia inadeguata rispetto alla posta in gioco. Sperano che la strategia per il Mar Mediterraneo attualmente seguita dalla Commissione europea attraverso la DG MARE permetterà di identificare nuove vie da percorrere. Confermano infine la loro totale disponibilità ad approfondire le prime tematiche evocate a Parigi il 13 luglio scorso e a lavorare attivamente sul contributo delle regioni a tale iniziativa conformemente a quanto è stato accennato a Napoli”.
(Erg)