Roma, 24 set – “Un cambio di tendenza – suggerisce il presidente dell’Enaip – a questa problematica potrebbe essere quello di rendere maggiormente fertile il terreno del lavoro, costruendo progetti per il futuro fondati su solidarietà, democrazia e protagonismo sociale nelle decisioni del governo”. Uno sguardo teologico alle minacciose tendenze alienanti del lavoro è stato dato da Padre Ennio Dalla Zuanna, il quale ha individuato nella relazione con il prossimo il valore pregnante che deve essere riconosciuto nel lavoro. “La relazione deve essere intesa come un prendersi cura dell’altro al pari di se stessi – ha sottolineato il teologo –. La relazione con l’altro è fondamentale per la conoscenza e la coscienza di se stessi; allo stesso modo il lavoro, inteso come agire umano, deve essere visto come la volontà di aver cura della propria vita e di quella degli altri, una responsabilità delle sorti del mondo che coincide con il rispetto della vita per sé e per gli altri”. Dalla Zuanna ha proseguito il suo intervento sottolineando che “non è il genere di lavoro che deve avvalorarci ma il fatto che ad eseguirlo è l’uomo, che tramite l’agire diventa qualcosa in più. Non bisogna dimenticare – conclude il teologo – che nel lavoro si ha una prospettiva comunitaria che dà coesione sociale, che è una forza e non uno strumento, capace di realizzarci”. E’ seguito poi l’interessante intervento del sociologo Bruno Manghi, esperto di problemi sindacali, anche grazie ad una lunga esperienza tra le fila della Cisl, il quale ha portato l’attenzione dei presenti sui mutamenti osservati dal mondo del lavoro anche in virtù delle incertezze globali di cui sono vittime i giovani. (SEGUE)