Roma, 24 set – “Insieme a Walter Veltroni, che era presente a New York, ho avuto modo di partecipare ad una serie di iniziative non solo con la collettività italo-americana ma anche con i democrats statunitensi. La linea che noi stiamo seguendo come Partito Democratico nel mondo è quella di far incontrare le due realtà, quella dell’impegno politico italiano all’estero con le attività dei partiti e delle associazioni locali”. Così Maurizio Chiocchetti, responsabile del Pd estero, in una intervista rilasciata a Gennaro Sposato di ritorno dal viaggio di lavoro a New York. “Integrazione significa questo, non optare per l’uno o per l’altro in esclusiva, bensì scegliere la via del reciproco arricchimento. – spiega Chiocchetti – Abbiamo trovato in questo anche nell’opinione pubblica statunitense un riscontro molto positivo. Ho visto una grande curiosità ed interesse specialmente in una conferenza di Veltroni che ha avuto luogo presso l’università CUNY, dove si è svolto un intenso e stimolante dibattito sull’Italia e l’Europa in un contesto globale. Credo che queste iniziative siano molto preziose e sono dell’idea che anche noi qui in Italia dovremmo procedere nella direzione di un continuo confronto con quello che avviene all’estero. In questo quadro, i circoli del Pd a New York rivestono un ruolo fondamentale. “Il ciclo di iniziative di Veltroni a New York si è concluso con un incontro con gli aderenti e simpatizzanti del Pd della Grande Mela. L’appuntamento ha visto un’ampia partecipazione anche di persone nuove. In particolare mi ha fatto piacere la presenza di un cospicuo numero di giovani ricercatori e studenti dell’università di Yale che erano appositamente venuti a New York. Poi uno spaccato della nostra comunità negli Stati Uniti: emigranti della prima generazione, cittadini italo-americani nati e cresciuti negli States e anche giovani italiani che sono andati ora negli USA e che probabilmente rientreranno in Italia Per quanto riguarda la nostra presenza negli Stati Uniti intendiamo proseguire con il percorso di radicamento iniziato l’anno scorso e proseguito in campagna elettorale. Oltre a New York, Washington, Chicago e Boston intendiamo costruire ulteriori punti di riferimento in tutte le città americane con presenza di italiani. L’idea è quella di avere una vera e propria rete di contatti in tutto il continente nordamericano, che abbia una serie di punti nodali appunto nelle città più importanti.
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