Roma, 25 set – Per quanto riguarda le politiche per gli italiani all’estero intraprese in questa prima fase di legislatura, Bruzzese conferma i giudizi negativi già recentemente espressi. “C’è una sensazione generale che trova riscontro nei fatti, ovvero la volontà di andare ben oltre le riforme, in senso negativo, arrivando alla liquidazione della questione degli italiani all’estero”. Deficitario anche il lavoro dei parlamentari della circoscrizione estero: Colpisce la doppiezza di chi, come Angeli, che ha proposto una legge per l’abolizione del Cgie e poi va in giro dicendo tutt’altro, oppure come Caselli. Merlo invece se ne sta bellamente a casa sua, col solito tasso di assenteismo molto alto, eppure in Argentina passa l’idea che a Roma si facciano grandi sforzi per gli emigrati”. Per l’America Latina meglio allora quando c’era uno come Pallaro, che rimane “una figura da valutare con attenzione. Pur non condividendo la sua ‘ideologia’, guardo i fatti: nella scorsa legislatura l’ho visto discutere con forza con Danieli e con tutti gli altri e alla fine ha portato in Argentina 14 milioni in più: gli riconosco un forte impegno per la collettività”. Intanto la Farnesina ha lanciato una task force proprio in Sud America per accelerare le procedure per le richieste di cittadinanza. “Visti i tagli consistenti sia rispetto a quanto accantonato per l’emigrazione sia rispetto ai capitoli del Mae, mi chiedo come si fa a conciliare tutto ciò con il miglioramento dei servizi… – chiosa Bruzzese – . Solo a San Paolo ci sono 500mila richieste di cittadinanza, ai ritmi attuali se ne fanno qualche migliaio l’anno. Devo dire che invece a Buenos Aires ultimamente è aumentato il personale, anche se non certo per merito del console generale Curcio”.
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