Milano, 30 set – “Il sito è mirato all’informazione preventiva, laddove, poi, dovesse accadere qualcosa di spiacevole all’italiano all’estero, lì interviene il ministero degli Esteri, e nella fattispecie – afferma Diamante – l’Unità di Crisi della Farnesina”. Così avviene anche per “aspetti non strettamente turistici”, come è accaduto “per alcuni rapimenti qualche anno fa in Iraq, che sicuramente non è una destinazione turistica”. Oppure con lo Tsunami nel 2004 dove ”tutto si poteva prevedere, tranne che ci potesse essere quella infelice concomitanza di eventi naturali”. “C’è chi sostiene che una volta messa l’informazione a disposizione, poi, se succede qualcosa le spese le dovrebbe sostenere la persona interessata – spiega Diamante -, c’è poi un’altra scuola di pensiero che ritiene che comunque le spese dovrebbero essere affrontate sempre dal ministero degli Esteri, in quanto istituzione”. Queste sono le due linee su cui si discute da tempo, ma Diamante non intende prendere una posizione anche perché, aggiunge, “ritengo che informarsi sia la cosa migliore in assoluto, un aspetto che viene sempre più sottolineato dagli stessi turisti”. I cittadini che intendono viaggiare senza tour operator, o comunque senza un ente organizzativo, possono rendere noto al ministero, tramite il sito www.dovesiamonelmondo.it, l’itinerario del loro viaggio, in modo da essere comunque rintracciabili in caso di pericolo.