Bologna, 7 ott -Fenomeni che hanno evidenziato modi diversi e più radicati di essere presenti all’estero e anche un diverso concetto del Made in Italy. La seconda sessione (Mercato NAFTA: le opportunità per gli investimenti italiani nell’Area) intende invece riflettere sulla convenienza per l’area dell’euro di investire in nord America, considerando la relativa debolezza del dollaro.La terza (Turismo Congressuale: fattore di progresso e di economia dei Territori) è dedicata alla meeting industry, un settore strategico per il Paese, di cui Rimini rappresenta la punta di più avanzata con i suoi 16 milioni di presenze annuali e soprattutto con una modernissima economia del turismo (hotel, fiera, centri congressi, servizi, manifatture, vari) in grado di competere sul mercato internazionale per qualità e costi, capace di reggere anche in congiunture difficili come l’attuale “Dieci anni fa”, ha ricordato Maggioli, “erano pochissimi gli alberghi aperti tutto l’anno, ora sono più di 500. La città ha investito moltissimo ed nata una vera industria del turismo. Nessun’altra località è in grado di attrarre gli stessi numeri. Siamo un esempio che il Paese può e deve seguire”. La convention vuole dunque proporre all’Italia congressuale e ai territori italiani che investono nel settore una strategia vincente alla quale le CCIE possono offrire contributi importanti.