Ravenna, 10 ott – La sessione pomeridiana della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è stata aperta dall’intervento di Patrizia Molteni, presidente dell’associazione Nuova Emilia Romagna di Parigi. La Molteni ha sottolineato subito l’esigenza forte che sentono i 4 milioni di francesi di origine italiana presenti in Francia: “Serve una certificazione di qualità per gli enti gestori e la collaborazione con le entità locali che conoscono la realtà del posto. Abbiamo bisogno di un intervento dall’alto per dare una risposta concreta alla grandissima domanda di cultura italiana che c’è Oltralpe” . Renzo Bonoli, ex capo ufficio della Consulta, oggi in rappresentanza dell’istituto Santi, ha parlato invece della riforma della 153: “Bisogna fare una legge che sia adeguata alle esigenze odierne. Trovo assurdo che la diffusione della lingua di un Paese che ha più di 60 milioni di concittadini all’estero trovi scarsa rilevanza politica. E’ necessario che lo Stato mostri un interesse sostanziale nella diffusione del sistema scolastico e linguistico. E’ necessario, quindi, uno spazio di insegnamento riconosciuto all’interno del sistema culturale e scolastico del Paese di appartenenza per diffondere la nostra lingua. E’ necessario altresì l’utilizzo di mezzi di comunicazione adatti per costruire una rete di corsi che sia coordinata dall’insieme delle istituzioni di comune accordo. Bisogna passare da un sistema assistenziale a una vera e propria rete di interscambio. Serve quindi allargare la nostra visuale in un’ottica di sistema. Senza dimenticare che il centro di gestione dovrebbe passare dal ministero degli Affari esteri al ministero della Pubblica Istruzione con cui comunque si porterebbe avanti un lavoro concertuale”.
(SEGUE)