Ravenna, 13 ott – Si è chiusa l’11 settembre la tre giorni dedicata alla Consulta degli emiliano-romagnoli, cominciata giovedì 9 ottobre. Alla fine dei lavori la presidente Silvia Bartolini ha rivelato tutta la sua soddisfazione: “Abbiamo avuto dei riscontri positivi durante due iniziative un po’ inconsuete della Consulta. Mi riferisco alla visita nelle scuole di Ravenna, agli incontri con gli studenti delle classi medie e superiori sui temi dell’emigrazione e al seminario che abbiamo fatto nei locali del Consiglio Comunale di Ravenna sulla promozione della lingua italiana nel mondo. Sono stati eventi molto partecipati e sentiti. Possiamo tranquillamente dire che sono stati per noi un motore di future attività”. Gli emiliano-romagnoli quindi si impegneranno in maniera ancora più concreta in futuro. “Per quello che riguarda soprattutto la questione della lingua – ha spiegato la Bartolini – visto che ci sono molte associazioni che si occupano del tema, come gli Istituti Italiani di Cultura, la Dante Alighieri e naturalmente il ministero degli Affari esteri oltre a noi che finanziamo e organizziamo corsi di italiano all’estero, mi è sembrato giusto trovare un tavolo comune di informazione e chiarimento sulle reciproche iniziative. Anche per capire se, per esempio, le Regioni, soprattutto coordinate, e in questo noi svolgiamo un ruolo da protagonista negli ultimi tempi, possano intervenire, fare massa critica, evitare gli sprechi per raccontare dei bisogni e della qualità. Credo che con la nostra associazione possa rendere noti i diversificati bisogni che ci sono di insegnamento della lingua e anche verificare quelli che già sono attivi e che a volte mostrano qualche lacuna”. Quale può essere allora il primo obiettivo da realizzare per venire incontro alle varie esigenze dei nostri connazionali all’estero? “Noi per esempio abbiamo organizzato dei corsi di italiano specificamente rivolti all’apprendimento dei linguaggi professionali – continua la presidente – Questo perché non basta solo conoscere la lingua. Per poter svolgere molte professioni, infatti, è necessario conoscere i linguaggi propriamente tecnici. Senza dimenticare che tutto ciò può trasformarsi in un utile veicolo di scambio commerciale che è necessario alla nostra Regione in primis e all’Italia in generale. Credo che la cosa fondamentale sia quella di formare i formatori. In questi giorni ho denunciato che mi sono trovata in presenza di insegnanti di italiano che parlavano una lingua che non somigliava nemmeno lontanamente alla nostra. Di conseguenza, proprio noi che abbiamo delle ‘antenne’ un po’ ovunque, dei riscontri concreti in quasi tutto il mondo, possiamo davvero fare molto”. In seguito è stato affrontato l’annoso problema dei contributi che lo Stato elargirà quest’anno: “Siamo in grandissima difficoltà – chiarisce la Bartolini – si annunciano tagli di oltre 50 milioni al bilancio, questo implica la riduzione drastica di gran parte delle attività rivolte agli italiani all’estero. Questa situazione del bilancio si riverbera poi anche sulle Regioni. Il problema pone un interrogativo sul futuro. Nonostante ciò, sono convinta che un maggiore coordinamento delle Regioni e un’apertura di sensibilizzazione e informazione da parte del governo potrebbero anche aumentare le risorse: cioè diminuire gli sprechi e quindi aumentare i mezzi a disposizione. C’è sempre un modo per gestire meglio le cose che facciamo e questa è una forza in più. Sarei molto lieta di realizzare una sinergia fra i vari enti. D’altra parte noi ci muoviamo in questa direzione già da tempo: abbiamo infatti riunito il coordinamento delle Regioni nelle scorse settimane anche per avere una posizione comune sulla Conferenza Mondiale dei Giovani, tema attualissimo con cui abbiamo aperto i lavori della Consulta. Spero che in futuro sia possibile dare una certa solidità e stabilità a questo coordinamento, per il momento ci siamo solo auto-convocati. L’obiettivo è che tutto rientri nel suo alveo naturale, cioè la Conferenza Stato-Regioni”. E arriviamo alla Conferenza dei Giovani di dicembre: “Un’occasione importantissima, che non dobbiamo assolutamente sprecare – conclude la presidente degli emiliano-romagnoli nel mondo – dobbiamo vigilare sul fatto che i giovani che hanno veramente lavorato in preparazione del meeting vengano nominati delegati dai Comites. Le Regioni come l’Emilia, che hanno già fatto delle riunioni in giro per il mondo e che quindi hanno maturato un’esperienza e una consapevolezza diversi, oltre ad argomenti e progetti, è bene che contribuiscano proprio nel merito e si facciano sentire e valere. Va comunque ricordato che questa conferenza, nata dalla forte volontà del CGIE, e quindi a stretto contato con le Regioni, si è poi trasformata in una conferenza del governo con, almeno per il momento, un profilo incerto e sicuramente diverso dai presupposti da cui si era partiti. Ad esempio, i ragazzi avevano proposto di autoeleggersi fra loro, ma le cose ora sono cambiate. Quindi l’auspicio più grande è quello di non deludere le nostre ma soprattutto le loro aspettative”.
(Erg)