Roma, 17 ott – “Un giornale al femminile – ha messo in evidenza il presidente dell’UNAIE – può aiutare attraverso un uso non sessista del linguaggio che permette di superare gli stereotipi operando un’azione educativa delle altre donne anche facendo perno sulla naturale propensione alla comunicazione delle donne stesse. Quest’azione preziosa si riversa nella società intera e soprattutto assume particolare importanza in un contesto multiculturale dove le donne di tradizione occidentale hanno il compito di aiutare a comprendere la dignità e il valore dell’essere donne in qualsiasi condizione quelle che vivono in situazioni tali che non hanno ancora permesso l’affermazione dell’universalità dei diritti umani. Questo vale anche per la comunicazione visiva, dove attraverso le immagini si propongono modelli di donne, per cui è fondamentale che le protagoniste stesse sappiamo trovare forme comunicative adeguate a tale obiettivo. Se troveranno queste forme adeguate saranno anche in grado di proporle ai mezzi di comunicazione in generale costruendo in tal modo valide alternative”. “E’ necessario – ha incalzato Franco Narducci – portare avanti una comunicazione che valorizza la dimensione etica delle cose e questo è possibile solo ponendo attenzione ai contenuti. Per esempio molte donne che raggiungono certe posizioni preferiscono il termine al maschile poiché il linguaggio al maschile dà autorevolezza. Però se le giovani generazioni continuano in questo senso non si afferma tale cultura. Allora è necessaria una rivoluzione culturale che dovrebbe essere una rivoluzione mite che pone semplicemente la persona della donna al centro del suo stesso comunicare”. In seguito Narducci ha ricordato le 21 costituenti italiane che furono fondamentali per inserire nella nostra Costituzione elementi che sancivano la piena parità dei diritti tra uomo e donna come l’art. 3 e altri. Anche se ci sono voluti anni per rendere efficaci gli articoli della Carta e si è arrivati alla piena parità con il nuovo diritto di famiglia del ‘75. “La donna ha una capacità specifica nel sapersi prendere cura e accompagnare anche una società che vuole crescere”, ha ricordato il presidente Narducci, sottolineando che: “il ruolo della donna nei luoghi di decisione è fondamentale per la costruzione di una società che attraverso una vera rappresentanza democratica sia rispettosa della crescita armoniosa della società stessa anche secondo la prospettiva dell’antropologia duale che ci ha offerto il pensiero di Edith Stein. Soprattutto nell’esperienza migratoria che è legata alla figura paradigmatica del “passaggio” può essere prezioso il contributo della donna legato anche alla sua capacità di agire nel processo di cambiamento”. “Quindi Auguri di Buon Compleanno a “Clic Donne 2000” – ha concluso Narducci – e alle sue animatrici ben rappresentate dalla presidente Marcella Continanza”.
(Erg)