Roma, 20 ott – Gli utenti di Facebook sono troppo esposti. Per questo, a partire da domani, entreranno in vigore delle nuove norme a tutela della privacy dei membri del socialnetwork più in voga in questo momento. Su tutte la mancata indicizzazione delle pagine personali sui motori di ricerca. “Cambieranno diverse cose a partire da sabato. La cosa più importante che cambierà è che attraverso i motori di ricerca non sarà più possibile trovare un nostro profilo Facebook”, spiega Luca Bolognini, presidente dell’Istituto italiano per la Privacy, parlando ai microfoni di Ecoradio. “Insomma – continua Bolognini – i profili degli 11 milioni di utenti di Facebook, il più grande socialnetwork del mondo, non saranno più visibili dall’esterno. Le notizie personali non correranno più così velocemente nel web”. “Facebook come altri socialnetwork nascondono diversi rischi – dice Bolognini – che la maggior parte delle persone ignorano: sono tre di cui due legati alla privacy. Il primo problema è il diritto all’oblio, deve essere consentito agli interessati un rapido e facile diritto di accesso e rettifica dei dati. Inoltre Facebook conserva nei server i dati personali dell’utente anche dopo che noi li cancelliamo. Ciò è molto grave. Infine i furti d’identità: molte persone si spacciano per altre, non c’è nessun tipo di verifica”. “Si apre tutto un grande discorso ossia quello della responsabilità dei dati gestiti. Anche facebook, come altri social network e motori di ricerca hanno bisogno di nuove regole. I motori di ricerca – conclude il presidente dell’Istituto italiano per la Privacy – sono utilissimi ma attraverso Google per esempio possiamo sapere tutto di una persona. Possiamo riuscire ad identificare un individuo. Questi sono dati che dovrebbero essere trattati con la massima tutela. Cosa che purtroppo non succede. Deve infine essere meglio gestita l’informativa agli utenti. Ossia i motori di ricerca devono meglio informare che digitando una data ricerca, consentono di trattare i dati della persona che fa la ricerca. Ora c’è solo un link che è del tutto insufficiente”.
(Cog)