Melbourne, 22 ott – Nel secondo giorno di questo breve ciclo di conferenze per illustrare come il significato e gli utilizzi della piazza italiana siano cambiati durante il Novecento saranno Michele Pedrolo, docente alla Latrobe University, e Gregoria Manzin docente alla Swinburne University a presentare i seguenti temi: innanzitutto “Piazza Fontana e l’inizio della strategia della tensione”, introdotto da Michele Pedrolo. Il 12 dicembre 1969 una bomba esplode nell’ufficio principale della Banca Nazionale dell’Agricoltura situata in piazza Fontana a Milano. Con questa prima azione emergevano gli intenti della “Strategia della Tensione”. Sedici furono i morti, novanta i feriti, di cui molti gravemente. Durante il corso degli anni ’70 ulteriori insensati massacri macchieranno le piazze, treni e stazioni ferroviarie. La “strategia della tensione” aveva come scopo quello di mantenere la società italiana in uno stato di costante inquietudine, così da far emergere la necessità di uno stato politico autoritario. “Dal Dopoguerra alla fine degli anni Settanta: il ruolo della piazza nell’Italia democratica” sarà invece presentato da Gregoria Manzin. Con il referendum del 2 giugno 1946 l’Italia diventa una Repubblica. E’ la fine del periodo fascista e comincia la storia di un’Italia socialmente ed economicamente disastrata, che inizia il suo cammino verso il miracolo economico degli anni ’60, verso il periodo delle proteste studentesche ’68 e verso “l’autunno caldo”. Quale fu, in questo trentennale contesto, il ruolo della piazza diventata spazio per le pubbliche manifestazioni di protesta? Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il ministero italiano per gli Affari Esteri, l’Accademia della Crusca, La Trobe University, Swinburne University of Techonology e l’Italian Australian Institute.
(Erg)