Roma, 22 ott – I deputati del Pd spiegano sottolineano che “quando la questione si pose, le rappresentanze degli italiani all’estero (Comites e Cgie) e le forze associative che operano nelle comunità concordarono che i rappresentanti eletti dagli italiani all’estero dovessero essere persone della loro stessa condizione e della loro stessa esperienza, evitando che si sviluppassero fenomeni di colonizzazione di candidati paracadutati dal territorio nazionale. Il fatto, però che una personalità come Taormina, che non è solo un avvocato di grido ma anche un esponente politico del Pdl, riproponga la questione proprio in questo momento di difficoltà generale per i rapporti con le nostre comunità e all’indomani della proposta di rinvio del rinnovo di Comites e Cgie, legittima perplessità e allarme. Siamo di fronte ad un altro passo verso la soluzione finale, questa volta diretto contro la rappresentanza? Le forze sincere e vere presenti nelle nostre comunità sono avvertite: una ragione in più per farsi sentire subito e nel modo più ampio possibile”.
(Sis)