Roma, 29 ott – E’ ‘uscito’ da pochi giorni, ma per vederlo non serve sfidare la calca ammassata intorno al red carpet del Festival del Cinema di Roma. Lo hanno già visto in molti, e non è stato necessario neppure uscire per recarsi al cinema. E se ne comincia a parlare in giro pur non avendo avuto una distribuzione capillare. O forse sì, visto che chiunque può vederlo gratis a casa propria in qualunque momento. “Torno subito”, lungometraggio diretto da Simone Damiani, (28 anni, autore di videoclip musicali e live per Virgin Uk, EMI Music e Rai Trade e della docufiction di History Channel “Ritorno a casa) è infatti il primo film italiano scaricabile liberamente dal web in alta definizione (dal sito www.torno-subito.it): un esperimento nato dall’idea e dall’impegno di un gruppo di giovani professionisti e costato una manciata di euro in produzione e qualche migliaio in post-produzione, ma che in una sola settimana aveva già ottenuto oltre 3000 download e che dopo due continua a muovere il web. Il fatto è che, come spiega Damiani, “abbiamo visto troppi buoni film italiani naufragare e finire nel dimenticatoio per colpa di una distribuzione che non arriva mai. E così abbiamo deciso che la missione di questo film sia quella di farsi vedere in tutti i modi possibili”. Damiani e il suo gruppo hanno scelto come mezzo per la propria mission una pellicola che stupisce appunto ‘in tutti i modi possibili’, non solo per la novità del supporto, ma anche per la storia dal sapore ‘off’: quella di una metamorfosi kafkiana (da uomo a scimmia, in questo caso) e surreale, che apre il campo a temi reali come l’amore, i tradimenti e la difficoltà delle persone. “Il nostro film è un minestrone di idee e citazioni, provenienti dal cinema, dalla letteratura, dalla filosofia e dalla nostra vita vissuta. Vediamo un po’ chi le riconosce” è la sfida del regista, che d’altronde ha scommesso forte su ‘Torno subito’ senza rimetterci una lira. “Il film è stato girato in alta definizione, e non è costato nulla. I tempi e i costi della pellicola non si sposavano al nostro progetto. E’ stato un piccolo miracolo produttivo. Tutti i membri della troupe hanno dato il loro contributo alla produzione. Alcuni hanno messo a disposizione i propri materiali tecnici, altri la loro esperienza nel mondo del cinema, altri ancora hanno messo nel progetto tutta la propria passione e determinazione”. Nei credits, di necessità virtù, niente nomi né volti noti. “Tutta la troupe ed il cast è stato selezionato attraverso Internet, con un certosino lavoro di ricerca nei social network. Non si tratta di figli di papà che vivono di rendita. Ognuno di loro ha un vero e proprio lavoro, che spesso non ha nulla a che vedere con il cinema. Abbiamo dovuto così girare nei fine settimana, rinunciando ad un bel po’ di sonno”. Adesso Damiani, il direttore della fotografia Fabio Tebaldi e il resto della squadra iniziano a prendersi qualche soddisfazione, “aspettando che in uno dei prossimi giorni ci contatti un produttore e ci dica: ‘Visto che avete fatto questo film senza budget, vediamo cosa sapreste fare con un po’ di soldi’”. Già, perché nonostante internet e il low-cost, conclude Damiani, il posto ideale per guardare i film rimangono le sale cinematografiche e per fare cinema servono soldi. “Non troppi, il giusto. Abbiamo scelto una storia che non avesse bisogno di budget, ma esistono storie stupende che per essere raccontate hanno bisogno di grandi mezzi. Voglio dire, se serve un elicottero, ci deve essere un elicottero. Immaginate Apocalypse Now senza elicotteri?”.