Roma, 12 nov – Altrettanto problematico l’impegno della Finanziaria nei confronti dei corsi di lingua e cultura italiana all’estero, che ammonta ad appena 14,50 milioni di euro, a fronte di una richiesta di 56 milioni di euro, con un contributo più che dimezzato rispetto all’attuale bilancio.
“Nonostante l’attività degli Enti Gestori all’estero, impegnati in un’opera di sostituzione delle stesse strutture dello Stato italiano, si sta puntando ad un’evidente opera di ‘smantellamento’ dei corsi” ha affermato il Segretario Generale del Cgie. “Tale cifra non solo dovrà essere, infatti, spalmata fra gli enti gestori dei corsi in tutto il mondo, ma sarà ulteriormente ridotta dalla risoluzione dei rapporti di lavoro con gli insegnanti che saranno costretti a licenziare per l’inevitabile riduzione dei corsi. In sostanza il finanziamento’utile’ consisterà in appena 7 milioni di euro da ripartire fra gli Enti gestori in tutto il mondo attraverso l’adozione di precisi criteri”. “Un’operazione – ha aggiunto Carozza – che richiede massima trasparenza e la fissazione di criteri molto chiari, sui quali è gia impegnato in questi giorni il Direttore Generale del Mae”. “Non esito ad affermare – ha dichiarato l’esponente del CGIE- che si tratta di un’operazione pressoché “disperata”, nonché “miope” e “irrazionale” soprattutto alla luce degli obiettivi cui dovrebbe tendere la Conferenza Mondiale dei Giovani italiani nel Mondo, in risposta alle richieste avanzate dai nostri giovani all’estero”
(SEGUE)