Roma, 12 nov – Italia e Gran Bretagna. Due Paesi, due diversi modi di affrontare la malattia e la morte. Una ragazza inglese , Hannah Jones, di tredici anni, affetta da una grave forma di leucemia e cardiomiopatia ha deciso di rinunciare alle cure – nel suo caso la sopravvivenza dipende da un trapianto di cuore – e tornare a casa dove attendere la morte con il calore della sua famiglia che rispetta la scelta della figlia. La scelta della giovane è stata accettata dalle autorità. In Italia, sottolinea il quotidiano Daily Mirror, un altro caso delicato, quello di Eluana Englaro, in stato vegetativo da 16 anni. Arriverà in tempi brevi la sentenza della Cassazione che dovrà decidere se accogliere o meno il ricorso della Procura di Milano sulla decisione di interrompere l’alimentazione a Eluana. Intanto ieri il Vaticano ha lanciato la sua condanna, ricorda il Mirror, per chi dovesse aiutare la giovane a ‘staccare’ la spina: sarebbe “omicidio”. Le parole di Peppino Englaro, il padre, arrivano sulla stampa britannica: “Non credo che ci saranno colpi di scena perché la Corte suprema è la Corte suprema, si è già espressa e credo continuerà a esprimersi ai massimi livelli”. (Com)