Roma, 16 nov – “Mentre in Italia si manifestava per scuola ed università ero la settimana scorsa a Houston, in Texas, ad un interessante convegno organizzato dal Comites locale – presieduto da Vincenzo Arcobelli – sui perché della fuga negli USA di tanti “cervelli” italiani. Molti ricercatori hanno presentato il proprio lavoro ed è seguita una lunga tavola rotonda. Un dibattito che mi ha molto colpito perché ho incontrato gente che ha lasciato l’Italia non tanto per mancanza di fondi quanto perché da noi non c’era la possibilità di essere presi sul serio e giudicati da professori universitari adeguati, in università e istituti qualificati, con borse di studio adeguate”. Così Marco Zacchera, responsabile esteri An-Pdl, nella sua rubrica ‘Il Punto’. “Perché gli Usa? Perché qui – a parte una società bene organizzata – i criteri sono quelli del merito, delle capacità, della selezione. Chi crede in quello che fa e lo dimostra può andare avanti, mentre in Italia quasi sempre no. Anche sulla bocca di alcune persone chiaramente di sinistra ho riascoltato due termini (“meritocrazia”, “selezione”) che erano il mio pane quotidiano quando combattevo le mie battaglie studentesche e che sono elementi di vita in cui ho sempre creduto, molto spesso sconfessato dai fatti (anche in politica!) dove purtroppo altri sono i criteri per emergere. Finalmente ho riascoltato chiari concetti di destra, la “mia” Destra (volutamente in maiuscolo!) di chi crede che devono partire tutti sullo stesso piano e che lo Stato ha il dovere di dare a tutti una “base” di partenza, ma poi cresca chi merita”.
(Sis)