Roma, 20 nov – A fronte dei tagli dettati dalla Finanziaria 2009 nei confronti del mondo dell’emigrazione, è stato inaugurata stamani alla Farnesina la V Conferenza dei direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel Mondo (20-22 novembre), alla cui prima sessione sono intervenuti il sottosegretario di Stato Alfredo Mantica, il vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, Franco Narducci, e il senatore Giampiero Bettamio, Commissione Affari esteri emigrazione del Senato della Repubblica. L’obiettivo è quello di fare una disamina sulle strategie di promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo e far convergere le risorse disponibili nella proiezione dell’immagine-Italia più efficace e coerente. In particolare nell’ambito dell’approfondimento delle sinergie del Sistema Paese si fa strada un modello di promozione culturale imprenditoriale, fatto di priorità e di strategie tra le quali: applicare ai propri progetti il principio delle economie di scala , tramite la “circuitazione” di grandi eventi attraverso la rete culturale; sfruttare a fondo le risorse offerte da metodologie e tecnologie innovative; sviluppare “pacchetti d’area” in grado di portare la lingua e la cultura italiana anche in aree come il Golfo o l’Asia Centrale, dove finora non sono presenti Iic; creare “pacchetti tematici ” come quello per le celebrazioni relative al centenario del futurismo nel 2009, o all’anno dell’astronomia Unesco e delle celebrazioni galileiane; attivare nuove forme di collaborazione con partner economici e con gli Enti territoriali così da ottimizzare un’azione di promozione culturale integrata. “La riforma della Legge 401 è una necessità ma non una priorità – afferma il sottosegretario Mantica –. I tagli colpiranno indistintamente sia il privato che il pubblico e di conseguenza si costituirà un nuovo sistema a macchia di leopardo”. “E’ nell’interesse del nostro Paese – prosegue Mantica – salvaguardare e contenere gli sforzi fin qui fatti per la promozione e l’istruzione della lingua italiana all’estero, perché ci sono Paesi, sia lontani che vicini, profondamente interessati alla nostra cultura. L’emigrazione di oggi non rispecchia più quell’immagine del nostro connazionale che arriva in ‘America’ con la valigia di cartone, ma parliamo di discendenti italiani di III o finanche IV generazione interessati all’approfondimento delle proprie radici. Per tutti questi motivi – conclude il sottosegretario – attendiamo la prima Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, il prossimo 10 dicembre a Roma, con grande curiosità”. Per l’onorevole Narducci bisogna un altro settore su cui bisognerebbe mobilitarsi è il turismo in entrata. “Fa male vedere un Paese dall’enorme patrimonio culturale, artistico e paesaggistico come l’Italia – sostiene Narducci – relegato al quinto posto nel mondo. La cultura è un fattore di crescita, di business che non può risultare indifferente al nostro Paese”. Il senatore Giampiero Bettamio, al fine di intensificare la rete degli Iic e rendere efficace l’offerta, ha proposto alcune direttive da adottare, fra cui “ristrutturazione, sinergia, parità di attività e di comunicazione anche a livello logistico, creazione di Network, responsabilità individuale e dell’amministrazione, professionalità degli addetti ai lavori e infine mentalità”. Nei tre giorni di conferenza otto direttori, in qualità di rappresentanti, verranno eletti dai propri colleghi delle varie macroaree geografiche in cui si suddivide la rete dei 89 Istituti italiani di cultura, e procederanno all’incontro e al confronto con esponenti del mondo politico, del Ministero e con qualificati operatori del mondo della cultura italiana. La prima giornata è dedicata ad arte, scienza e tecnologia, teatro, musica e promozione della lingua italiana, con partner di rilievo quali la Dante Alighieri, l’Università di Siena, il Premio Strega, l’Auditorium Parco della Musica, l’Ente Teatrale Italiano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e Filmitalia. La seconda giornata sarà invece dedicata ai rapporti con gli Enti territoriali e con gli operatori economici e si concluderà con un seminario dal titolo “Il soft power dell’Italia: la politica culturale estera e le strategie di comunicazione e public diplomaci” a cui prenderanno parte giornalisti e scrittori. L’ultima giornata, infine, sarà dedicata alla gestione degli Istituti italiani di cultura, con l’analisi di problematiche e metodologie interne.
(Cld/Sis)