Roma, 25 nov – A Capitan Pastene è arrivato in due ondate successive, nel 1904 e nel 1905, un gruppo di persone provenienti dalla provincia di Modena: quasi un centinaio di famiglie in fuga dalla miseria e attratte dal miraggio di nuove terre da coltivare. A Capitan Pastene il popolo mapuche, i contadini cileni e gli agricoltori italiani emigrati dalla Regione Emilia-Romagna hanno sviluppato da subito – afferma Clara Bulnes Chouán – una amichevole convivenza, anzi una produttiva cooperazione. “Oggi possiamo trovare famiglie coi cognomi Leonelli Curaleff”, dice l’imprenditrice mapuche. “La comunità di Lumaco ha una ricchezza culturale – aggiunge – che le deriva dalla ‘tri-culturalità’ che tutti condividiamo. C´è qualcosa di bello in questo fatto che accomuna i tre popoli: credo che sotto questo firmamento siamo tutti uguali”. Dal 2008 sindaco del comune di Lumaco è il mapuche Manuel Painiqueo, che conta su un segretario municipale italo cileno, José Flores Cavalieri. “Clara Bulnes – conclude il direttore de La Gazzetta – conosce e ama questi emigranti italiani, rispettosi della gente locale, i quali, grazie alla saggezza dei contadini, sanno come va la vita e sono un esempio per tutti, molto prima della modernizzazione e della globalizzazione del mondo”.
(Sis)