Genova, 26 nov – Una realtà sorta negli anni cinquanta e che tuttora si contraddistingue per una buona attività. La FAELS, Federazione ligure svizzera, conta circa quaranta iscritti ed è diventata ormai un punto fermo della cittadina di Wettingen e di tutto il Canton Argovia. Il suo consultore, Emilio Balestrero, è in questi giorni presente alla Consulta Ligure per l’Emigrazione, in corso di svolgimento nella sede della regione. “In Svizzera esistevano diverse associazioni liguri – ha ricordato – e così, con la nascita della FAELS, ci siamo posti l’obiettivo di coordinarle e di sintetizzarle in un unico ente. Purtroppo, però, è difficile coinvolgere giovani attorno al nostro progetto. Il ricambio generazionale, infatti, manca quasi completamente, e questo fatto certe volte ci procura sfiducia e tristezza. Ciò significa, infatti, che non siamo stati bravi a trasmettergli i valori in cui crediamo ed i motivi che ci spingono a portare avanti iniziative legate alla Liguria. Sotto un certo punto di vista il loro atteggiamento può anche essere comprensibile, visto che sono nati e cresciuti in Svizzera, ma la mancanza di curiosità nei confronti delle origini dei genitori non è affatto positiva, né per loro, né per noi, né tantomeno per la nostra terra, che attraverso il loro contributo avrebbe potuto essere conosciuta meglio anche all’estero”. Il disinteresse delle nuove leve è proprio ciò che fa più male a chi vuole mantenere l’identità con la terra natia come i membri della Federazione ligure svizzera. “Quando organizziamo qualche spaghettata la gente arriva – ha ammesso Balestrero – ma appena terminato di mangiare lasciano la nostra sede senza partecipare ai dibattiti a tema organizzati di volta in volta. Questo fatto dimostra che proprio l’argomento in questione è distante dai giovani. Per di più non navighiamo nell’oro e la mancanza di risorse ci porterà a chiudere la scuola di lingua e cultura italiana. Se si sradicano anche le radici, come faranno a nascere nuove piante? Con questi presupposti, l’unica cosa che si può fare è attendere tempi migliori”.
(Sis)