Modena, 26 nov – Ai contributi possono accedere le organizzazioni non governative (Ong), le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), le cooperative sociali e le associazioni di volontariato che svolgono attività a favore delle popolazioni del Terzo mondo che abbiano partner locali e la sede o strutture operative nel territorio modenese. Una commissione di valutazione composta da esperti del settore è chiamata a valutare i progetti sulla base della qualità, stimando i benefici ipotizzabili indotti sulle popolazioni locali. Tra gli elementi che vengono privilegiati nella valutazione vi è la localizzazione dei progetti in realtà gemellate con il territorio modenese, in uno dei circa 40 Paesi considerati prioritari per quest’anno: tra questi Albania e Bielorussia in Europa, Brasile e Costa Rica in Sud America, Afghanistan e Sri Lanka in Asia, Angola, Etiopia, Ghana, Madagascar, Saharawi, Tanzania e tanti altri in Africa. Oltre alla qualità e alla localizzazione dei progetti, i criteri di valutazione tengono conto anche della sostenibilità, dell’esperienza dei promotori, del coinvolgimento delle realtà istituzionali dei Paesi in via di sviluppo e di partners locali, della collaborazione di più organizzazioni, della presenza di volontari modenesi e del coinvolgimento finanziario di altri enti locali. Il contributo massimo concedibile è di 40 mila euro e i finanziamenti del Fondo devono essere integrati da altre forme di finanziamento per almeno il 40 per cento dell’importo.
(Erg)