Roma, 26 nov – “La grande platea raccolta intorno a questo premio – ha aggiunto Tullio De Mauro, direttore della Bellonci – da sempre segnala in modo credibile i gusti che circolano nella Penisola, oltre che le opere che meglio rappresentano la nostra cultura. Siamo quindi più che soddisfatti di questo accordo perché risponde a un’esigenza sempre più pressante: quella appunto di rafforzare il carattere collettivo di questa platea. Stiamo infatti cercando di allargare questo voto collettivo da inserire accanto a quello individuale della “grandi” personalità. Tutto ciò permetterà di spazzare via quella leggenda metropolitana secondo cui gli editori influenzano le pubblicazioni dei libri” . “In un Paese che sente molto le rivalità – ha concluso De Mauro – è bello dare il buon esempio gemellando due realtà come le nostre per un intento più alto: promuovere la lingua e la cultura italiana”. A margine della conferenza, sono state presentate le prime due opere in concorso: “La figlia della gallina nera” di Gloria Origgi e “Lezione d’amore” di Giovanna Bandini, che, evidentemente, affrontano due temi cari alla Dante Alighieri. Quello della lingua e delle parole, a cui, come ha specificato l’autrice, “sono legate esperienze e vissuti”. E quello della scuola, “un mondo che si divide fra un passato recente e un presente molto diverso”.
(Erg)