Roma, 1 dic – Nel mirino della rete camerale e delle aziende partecipanti ci sono le grandi opportunità d’affari che il Giappone offre. Il Made in Italy, infatti, è molto apprezzato in questo Paese da larghi settori della popolazione. Nel 2008, l’Italia è tornata a occupare la terza posizione nella classifica dei Paesi fornitori del Giappone dell’area euro, dopo Germania e Francia, ma prima del Regno Unito. Nel primo semestre di quest’anno, le importazioni giapponesi dall’Italia si sono assestate al valore di 422 miliardi di yen (pari a circa 4 miliardi e 424 milioni di dollari), in flessione dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le esportazioni hanno fatto registrare un valore di 392 miliardi di yen, diminuendo del 2,8%. La bilancia commerciale resta così a favore dell’Italia per 30 miliardi di yen. La quota di import italiana nei primi sei mesi di quest’anno è stata pari all’1,1%. Le importazioni dall’Italia stanno mostrando una tendenza alla ripresa, come registrato dalla variazione trimestrale su base annua che, nel secondo trimestre 2008, è stata pari al +0,8%. Storicamente, la composizione del paniere di prodotti provenienti dall’Italia è sbilanciata verso il sistema moda, persona e tempo libero. Tuttavia nell’ultimo decennio si è assistito ad un progressivo cambiamento dell’assetto, che ha visto crescere d’importanza il settore metalmeccanico e quello chimico-farmaceutico. Nello stesso decennio, tuttavia, il settore agroalimentare è quello che sicuramente ha ottenuto i risultati più significativi, accrescendo la sua quota in controtendenza con l’andamento generale. Le importazioni di prodotti agro-alimentari dall’Italia nel 2007 sono aumentate infatti del 10%, ben oltre la crescita complessiva dal mondo, pari al 6,9%. I principali paesi fornitori vendono al Giappone soprattutto alimenti base, prodotti da trasformare e materie prime, mentre l’Italia fornisce principalmente prodotti trasformati. (SEGUE)