la prima volta il “sorpasso” delle microvacanze (quelle da
sono diventate di più numerose delle vacanze tradizionali (quelle di 4 notti e
più). E’ quanto emerge dal primo dossier sulle “microvacanze” elaborato da
Coldiretti e SL&A dal quale si evidenzia che non si tratta di un fatto
congiunturale ma di una tendenza che tende a consolidarsi nel tempo per effetto
del cambiamento dello stile di vita che spinge ad ottimizzare il tempo e il
denaro disponibili con l’aumento del numero dei viaggi e la riduzione della
loro durata. Nel 2008 si stima che i viaggi di vacanza degli italiani siano
stati pari a 97,5 milioni dei quali la maggioranza assoluta di ben 50 milioni –
sottolinea
– restando fuori casa fino a tre giorni, per una percentuale del 51,3 per cento
del totale. Nel 2000 – precisa
Coldiretti
da allora c’è stato un progressivo aumento sia in termini percentuali che
assoluti. Una tendenza che si è mantenuta anche nelle vacanze di fine anno con
quasi sette milioni gli italiani che hanno scelto di trascorre, tra Natale e l’
Epifania, una microvacanza alla scoperta delle bellezze ambientali, culturali
ed enogastronomiche del territorio circostante, anche per effetto del maltempo,
secondo elaborazioni Coldiretti/SL&A su dati Swg/Confesercenti. La vacanza
breve in un posto vicino, conserva peraltro il suo valore di “cessare con il
quotidiano”. Peraltro rispetto alle città con appeal turistico e alle località
piu’ rinomate, a parità di categoria, il risparmio che si ottiene frequentando
i piccoli centri oscilla tra il 28 e il 42 per cento, e cioè si ottiene sempre
uno “sconto” di almeno un terzo, sulla base di elaborazioni
Coldiretti/SL&A su dati Guida Michelin 2008. Un beneficio che aggiunto al
minor costo del trasporto consente di contenere il valore assoluto di spesa in
150/250 euro a persona, secondo elaborazioni Coldiretti/ SL&A. I forum che
si occupano di questo tema, i racconti dei viaggiatori confermano questo
valore, anzi molto spesso a farsi largo è lo stupore per quanto di eccezionale
si trova dietro l’angolo, senza bisogno di trasvolare oceani, ma semplicemente
uscendo “fuori porta e rallentando il ritmo; meglio se cambiando mezzo di
spostamento rispetto a quello ordinario (e quindi prendendo il treno o il
traghetto, andando a piedi o in bicicletta, o magari a cavallo…). “L’obiettivo
è lo stacco, mentre la destinazione è un optional…”, sostiene Eurisko, e si
tende a valutare “…più l’esperienza che l’unicità del luogo”. Ma perché si
realizzi appieno l’esperienza è necessario un cambiamento sostanziale: in primo
luogo “cambiare letto”, addormentandosi e svegliandosi fuori casa per almeno
una notte. E certamente anche “cambiare tavola”, perché se si mangia sempre la
stessa cosa è come se si restasse sempre nello posto. La possibilità di
trascorrere una microvacanza gratificante è favorita in Italia – sostiene
molteplici opportunità dell’offerta turistica territoriale con la piu’ ampia
varietà di patrimoni culturali, artistici, ambientali ed enogastronomici. Non
mancano in Italia – continua
Coldiretti
con 142 “strade dei vini e dei sapori” lungo le quali assaporare le molteplici
tipicità del territorio. E se i diciottomila agriturismi presenti lungo tutta
la penisola sono i luoghi ideali dove riposare e riscoprire i sapori delle
tradizioni, in Italia sono “aperti al pubblico” per acquistare prodotti enogastronomici
60.700 frantoi, cantine, malghe e cascine. L’Italia secondo
su 772 parchi e aree protette che coprono il 10 per cento del territorio
nazionale, sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta
di prodotti tipici con ben 177 denominazioni di origine riconosciute a livello
comunitario e 4396 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono
477 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e
garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120
Igt). La scelta della microvacanza ha anche – conclude
ambientale perché consente di risparmiare carburante e quindi di ridurre le
emissioni di gas ad effetto serra nell’atmosfera. Lo dimostra il fatto che per
arrivare nelle Maldive (tra le mete preferite) partendo da Roma si percorrono
quasi 15mila chilometri liberando 1,6 tonnellate di CO2 per persona, mentre per
recarsi a Parigi da Milano la produzione è di 200 chili di CO2 per un tragitto
di
. Si tratta di valori molto lontani da quelli generati dai trasporti con auto
della distanza media di
chilometri
sulla rete autostradale.