Roma, 11 feb – Per contrastare il fenomeno delle residenze fittizie estere, grazie al dl 112/2008, risulta ormai “sempre più strategico” il ruolo dei Comuni. Lo scrive ‘Il Sole 24 Ore” di oggi, in un articolo in cui si evidenzia come tra le novità di rilievo vi sia la norma per cui “i Comuni, nei sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero, devono confermare alle Entrate che il richiedente ha effettivamente cessato la residenza in Italia”. “Per tutto il triennio successivo alla richiesta di iscrizione – scrive il Sole – l’effettività della cessazione della residenza è sottoposta a vigilanza da parte dei Comuni e dell’Agenzia. Vigilanza che deve essere esercitata anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione all’Aire dal 1 gennaio 2006”.
(Sis)