Roma, 3 mar – “La musica è, e resterà sempre la mia prima passione. Ma amo molto la tv: mi piace farla e mi piace guardarla. Ecco perché non nego che mi piacerebbe fare da spalla in un programma musicale, una co-conduzione. Così come ammetto che mi attira molto il cinema: accetterei volentieri anche solo una piccola parte. Senza però lasciare da parte la musica”. Ha le idee chiare il vincitore della 59esima edizione di Sanremo e prima ancora del talent show Amici. Marco Carta, faccia pulita e occhi vivaci, con i suoi 23 anni e un marcato accento sardo ha conquistato tutti: “So di piacere alle ragazzine, alle mamme come alle nonne. Forse – spiega – per il mio modo di essere, per mio modo di esprimermi”. In tv Carta ha raggiunto la popolarità e svela che lì vorrebbe tornare: “Anche se conosco i miei limiti e so che la mia dizione non è il massimo”. Certo è, che alla tv deve molto: “Oggi devo dire grazie in egual modo a Maria De Filippi, a Luca Jurman, a Paolo Carta, che ha reso possibile la realizzazione di questo cd. Per me sono stati tutti essenziali, il loro aiuto è stato unico e indispensabile e fa parte di unico intreccio. Se con ci fosse stato Amici, non avrei avuto l’opportunità di studiare e migliorare con il maestro Jurman, che non ha mai smesso di tifare per me e ancora oggi mi chiama per darmi preziosi consigli, così come non avrei avuto l’opportunità di conoscere il produttore Paolo Carta, che stimo tantissimo”. Se chiedete però al giovane cantante cagliaritano se gli è stato regalato un sogno vi dirà di no. Perché lui dice, “quel sogno l’ho conquistato ed è arrivato dopo tante delusioni e battaglie perse”. “Da piccolo seguivo Sanremo: dicevo ‘un giorno arriverò su quel palco’. Non credevo, sinceramente, di arrivare alla vittoria. Sono andato lì per fare una nuova esperienza, per lanciare il mio disco. Speravo solo in un buon piazzamento, di fare una bella figura e invece…”. E invece Marco Carta ha stupito tutti, ancora una volta: “La forza mia – album che arriva dopo la vittoria sanremese – è un disco che sento mio. Ho scelto io gli 11 brani, li sento cuciti addosso, nessuno ha messo bocca. In particolare c’è un pezzo che mi si addice molto dal titolo ‘Dentro questa musica’ dove canto l’amore per le note e le parole”. Marco Carta sa di vivere un momento magico ma non ha paura se questo un giorno finirà: “perché credo non sarà così. E se poi accadrà pazienza. L’importante è che c’è stato, che ho raggiunto quello che volevo. Ho iniziato a cantare da bambino – racconta – tutti mi dicevano che avevo talento, una voce bellissima. Ma non sono mancate le delusioni, i momenti ‘no’. Più volte ho deciso di mollare, poi c’è stato sempre qualcuno che mi ha convinto a lottare, ad andare avanti. Sono stati i miei amici a convincermi ad andare ai provini di Amici. Ci ho provato 5 volte ad entrare in quella scuola”. Alcune critiche Marco, le tiene ancora dentro: “è passato del tempo ma fanno ancora male. Le cose più brutte che mi sono state dette? Che raglio come un asino, che sono bello come una pecora, che non ho talento. Ma la cosa più triste che mi sono sentito dire è che sono ‘un prodotta da sistemare in sala con un computer’. A queste persone sto dimostrando e voglio dimostrare il contrario”. Marco, che ama artisti italiani come Libague, Laura Pausini, Nek, “così come può capitarmi tra le mani un disco di Vasco di qualche anno fa” si prepara a registrare “La forza mia” in spagnolo: “so che dovrò studiare. Ma sono pronto”. A Sanremo dove dice, “dietro il palco si vive l’adrenalina pura” ha apprezzato molto Fausto Leali e Francesco Renga. L’amore nelle sue declinazioni gioiose e malinconiche è il tema principale delle undici canzoni inedite dell’album “La forza mia”. Sul fronte musicale il cd ha un respiro pop internazionale con accenti sonori che spaziano fra l’impronta pop-rock della title-track “La forza mia” e di “Grazie a te”; gli echi reggae di “Dentro ad ogni brivido”; la classica ballata italiana che ritroviamo in “Dentro questa musica”, “Un giorno perfetto” e “Resta con me”; l’energia pop di “Il segno che ho di te” e quella più rockeggiante di “Prima di te” e “Vorrei tenerti qui”. L’originale e sfaccettato timbro vocale di Marco Carta mostra nuove e ancor più intriganti potenzialità rispetto all’ottimo esordio con il cd “Ti rincontrerò”, che nel
