Roma, 10 mar – “Sono sempre più gli emigrati e gli italiani che, in occasione delle riunioni e delle assemblee che si tengono in Svizzera, o in altri Paesi europei come la settimana scorsa in Olanda in una riunione della UIM a Delft, si lamentano dei disservizi della rete consolare italiana e si interrogano di come e quando potranno avere degli Uffici consolari di cui non ci si debba vergognare e che soddisfino, in maniera quantomeno decorosa, le necessità burocratiche con l’Italia dei cittadini italiani che vivono all’estero”. Lo scrive Dino Nardi, coordinatore Uim in Europa e membro Cgie, che spiega come “su questo argomento ha posto l’attenzione proprio la scorsa settimana la Commissione continentale Europa/Africa del Nord del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che si è riunita a cavallo della frontiera svizzero/tedesca a Kreuzlingen e Costanza, con una relazione del sottoscritto (alla quale è seguito poi un dibattito molto intenso) con la quale è stata fatta una fotografia della rete diplomatico-consolare in Europa per arrivare a delle proposte.