Roma, 26 mar – “Il progetto della Regione Sicilia attua una
rivoluzione sul modello di internet: trasformerà le case dei residenti in nodi
di produzione e scambio di energia pulita interconnessi in rete, così come su
Web ognuno realizza e condivide informazioni”. Jeremy Rifkin riassume con poche
parole lo spirito del piano che intende attuare in qualità di consulente del
Governatore dell’isola, Raffaele Lombardo. La fama di questo professore
universitario corteggiato da statisti di primo piano in mezzo mondo ha imposto
il progetto siciliano all’attenzione di tutti. Ma è la stessa portata
dell’iniziativa a colpire l’attenzione dei media, che hanno definito il Piano
energetico ambientale della Sicilia (Pears) il più importante in Europa, perché
è l’unico che poggia su tutti e quattro i pilastri della rivoluzione verde: la
creazione di reti intelligenti, lo sviluppo dell’eolico e dell’idrogeno e il
decollo dell’edilizia a energia positiva, ovvero di costruzioni in grado di
produrre e raccogliere energia. Un articolo del Financial Times esprime in
pieno la speranza suscitata dall’opera di Rifkin, seppur moderata dai timori
per la presenza criminale nella regione. Titola la testata britannica: “Un
progetto siciliano vuole salvare il mondo dalla rovina, Mafia permettendo”.
spiega lo stesso Rifkin nell’articolo, è una base ideale del nuovo modello di
sviluppo ecologista per due ragioni: “innanzitutto ha il Sole e tutti i
produttori di tecnologie per l’energia solare vi guardano come ad un immenso
mercato non sfruttato e poi c’è Lombardo, un presidente visionario che vede la
terza rivoluzione industriale come un mezzo per sviluppare politicamente e
industrialmente la sua regione”. Il Pears ha avuto la eco maggiore tra i
progetti a cui ha collaborato Jeremy Rifkin nel nostro Paese. L’economista
statunitense è già stato infatti consigliere personale sulle questioni
energetiche di Romano Prodi all’epoca dell’incarico di Presidente della
Commissione Europea di quest’ultimo, e consulente per il Ministero
dell’Ambiente. In questa veste, ha aiutato a realizzare in Puglia nel 2008 la
costruzione di distributori di idrogeno, metano e idrometano. Leader del
movimenti pacifista e ambientalista americano, laureato in Economia ed in
Affari internazionali, è autore di pubblicazioni tradotte in più di 20 lingue e
opinionista per importanti giornali e televisioni americane ed europee. Rifkin
è inoltre presidente della Greenhouse Crisis Foundation e della Foundation on
Economic Trends. Quest’ultima struttura ha sfornato due consulente dell’attuale
presidente degli Usa, Barack Obama. Lo studioso americano è stato di recente in
Italia a metà marzo proprio per presentare il Pears, nel corso di una lectio
magistralis all’Ateneo di Palermo dal titolo “La terza rivoluzione
industriale, dall’America di Obama alla Sicilia di Lombardo”. Poco prima,
il 29 gennaio, il documento è stato approvato dalla Giunta. In questi giorni è
in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione. Il piano è
stato elaborato da maggio 2002 da un gruppo di lavoro partecipato dalle
Università dell’isola: di Palermo , nel ruolo di capofila, di Catania , dal
Dipartimento di Fisica dell’Università di Messina, dall’Istituto “Nicola
Giordano” del CNR di Messina. Basato sul decentramento e l’interattività, sarà
attuato con una spesa di 5 miliardi di euro in 5 anni. In poco tempo
creare un sistema efficiente in grado di generare da fonti rinnovabili la metà
dell’elettricità di cui ha bisogno. Molte case si trasformerebbero ,utilizzando
solare, minieolico e geotermia, in piccole centrali di produzione di
elettricità. “Il Pears – spiega
tutto il territorio regionale sistemi eolici di piccola taglia per le famiglie
e la comunità, reti elettriche intelligenti, sistemi di accumulo e trasporto a
idrogeno. Mira anche a far fronte alle necessità dell’industria attraverso
sistemi solari termodinamici ispirati alla tecnologia innovativa a sali fusi,
introdotta dal premio Nobel Carlo Rubbia.
cosiddetti pilastri della terza rivoluzione industriale: energie rinnovabili,
edifici a energia positiva, idrogeno e ‘smart grids’ che permetteranno di
conseguire la progressiva decarbonizzazione del sistema produttivo siciliano”.
Dalla distribuzione centralizzato di idrocarburi si passerebbe così al primo
vero modello di economia democratica italiana. “
può essere protagonista della terza rivoluzione basata sulle energie pulite
grazie alle risorse naturali di cui dispone: un sogno che potrà esportare in
tutto il Mediterraneo, in virtù della sua posizione centrale tra due
continenti. Le fonti rinnovabili potranno essere sfruttate da chiunque perché
il sole e il vento sono ovunque e non richiedono oleodotti e petroliere per
essere trasportate, e in più, valorizzano il territorio”.
(Clz)