Roma, 13 mag – Chi dice “Traffic” dice movimento, scambio, a
volte anche caos. A Torino ormai da sei anni, chi dice “Traffic” dice
soprattutto musica, divertimento, evento. Torna infatti anche quest’anno,
dall’8 all’11 luglio a Torino, il “Traffic Free Festival” che si propone come
il più importante evento musicale gratuito del
manifestazione compie nel 2009 sei anni di vita dopo aver registrato nelle
edizioni precedenti l’eccezionale partecipazione di oltre 700.000 persone: dato
che lo rende con ogni probabilità il più grande evento gratuito su scala
continentale, e sicuramente in Italia”. Ad assicurarlo è Max Casacci, che a
Roma, alla conferenza stampa di presentazione del Festival è ancora una volta
non nei panni di chitarrista, produttore e ideologo dei Subsonica ma di
direttore artistico dell’evento: “Come per le precedenti edizioni anche
quest’anno puntiamo a far affluire una percentuale di partecipanti dal resto
d’Italia e dai paesi stranieri” sottolinea Casacci, ricordando che “sono
incoraggianti le quote già riscontrate in passato (oltre il 30% dalle altre
regioni italiane e il 10% dall’estero)”. Le iniziative organizzate nell’ambito
dell’evento, realizzato grazie a Regione Piemonte, Città di Torino e Fondazione
CRT si articolano intorno a una parola chiave: trasformazione. Lo stesso
Traffic cambia, spostandosi dal Parco della Pellerina all’area verde adiacente
collocazione suggestiva e strategica (a poca distanza dall’aeroporto e dalla
tangenziale di Torino) che potrà ospitare il pubblico rispondendo a una
politica di impatto ambientale estremamente contenuto, grazie alla
collaborazione con il Politecnico di Torino. “Nell’arco dei suoi ultimi cinque
anni – ha spiegato Casacci – Traffic ha saputo rinnovarsi e crescere. Non è mai
un festival uguale a se stesso ma cerca una multidimensione. Si presenta
infatti, come un evento multidiscipilnare oltre che musicale: quello che vogliamo
è realizzare una rassegna significativa, che va al di là della cerimonia
dell’artista sul palco. Abbiamo pensato ad un festival che abbracciasse anche
altre forme di arte, la musica però rimane al centro di una cornice assai
preziosa. Come sempre – aggiunge l’organizzatore torinese – ci saranno grandi
nomi, un’offerta musicale prestigiosa. Nel programma del festival spiccano le
presenze di artisti che si esibiranno a Traffic in esclusiva nazionale”. I
protagonisti del Traffic Free Festival sono numerosi: anzitutto Nick Cave, a
cui la direzione di Traffic dedica un’intera sezione tematica declinata su
scala letteraria e cinematografica. Quindi i Primal Scream, punti di
riferimento al crocevia fra rock e dance. E infine gli Underworld, pionieri
della techno divenuti celebri ai tempi di Trainspotting, nell’occasione
preceduti sul palco dalla nuova diva indie Santigold e seguiti da artisti
italiani da esportazione come Crookers e Bloody Beetrots, protagonisti del
party di chiusura. “Questi artisti hanno tutti a che fare con la trasformazione
– ha aggiunto il direttore artistico –: Cave ad esempio, ha saputo trasformare
il punk in poesia. I Primal Scream hanno invece tramutato la cultura del rave
in un’espressione musicale”. “La prima trasformazione del festival è l’aver
abbandonato la sede storica – aggiunge inoltre Casacci – poi c’è l’obiettivo di
coinvolgere e sensibilizzare i partecipanti su temi come le energie
rinnovabili. Puntare dunque ad una trasformazione delle abitudini”. Sono in
cartellone anche quest’anno infatti, appuntamenti realizzati in collaborazione
con il Politecnico di Torino: si discuterà di energia pulita, rispetto per
l’ambiente, risparmio energetico. Torino infine, quest’anno più che mai è
pronta ad aprire le porte ai suoi ospiti proponendo le sue bellezze e
curiosità: “Il festival sarà l’occasione per far conoscere Torino alle migliaia
di ragazzi che arrivano da fuori – spiega infatti Max Casacci – all’Accademia
Albertina delle Belle Arti, per esempio, si terrà la prima esposizione italiana
delle opere figurative di Antony Hegarty (con la presenza dell’autore), mentre
la sezione cinematografica avrà luogo come sempre presso le sale del Museo
Nazionale del Cinema e la coda notturna del festival si dipanerà nel consueto
scenario dei Murazzi del Po. E proprio nell’anno in cui il main stage del
festival sarà fuori Torino – aggiunge – l’attenzione del festival verso la
scena locale (musica, arte contemporanea e letteratura), simbolo della
trasformazione postindustriale della città, sarà potenziata da iniziative
speciali. Tra queste – conclude il direttore artistico – l’esclusiva
sonorizzazione dal vivo del classico di Dario Argento Profondo rosso –
ambientato appunto a Torino – eseguita dall’autore della colonna sonora
originale Claudio Simonetti”.
(Gil)