Roma, 8 giu – Il Popolo della Libertà magari non sfonda l’atteso 40% neanche all’estero, ma può considerare quantomeno in pareggio il bilancio del voto degli italiani all’estero per le europee: il partito di Silvio Berlusconi si attesta infatti oltre il 34%, un dato leggermente inferiore a quello complessivo, ma in crescita di circa 3 punti rispetto al dato aggregato raccolto da Forza Italia e Alleanza Nazionale cinque anni fa. E’ il Partito democratico che deve fare invece i conti con una netta sconfitta: i voti provenienti dall’estero toccano infatti il 23%, che non solo tengono il partito ben sotto la percentuale totale, ma che gli tolgono il ruolo di primo partito in assoluto. Ma è al di là della sfida Pdl-Pd che emergono i dati più significativi della tornata elettorale europea: a rosicchiare una grande quantità di voti ai democratici sono stati infatti Sinistra e Libertà, capace di cogliere a scrutinio quasi ultimato ben il 7,44% tra gli italiani all’estero rispetto al 3.12% totale, ma soprattutto l’Italia dei Valori: il partito di Antonio Di Pietro è stato infatti premiato dai nostri emigranti in Europa con un eclatante 13,3% (dato anche questo ancora provvisorio ma più che indicativo), ben oltre il pur ottimo risultato ottenuto a livello nazionale.