Roma, 10 giu – Venerdì 12 giugno esce “Deca dance” (su etichetta Best Sound e distribuito da Sony Music) il nuovo album di J-Ax. Il disco, in vendita nei negozi tradizionali e negli store digitali, segue l’uscita del fortunato “Rap ‘n Roll” (da 19 settimane nella classifica dei dischi più venduti in Italia con oltre 60.000 copie vendute), proseguendo e completandone il discorso. L’album vanta preziose collaborazioni: da Jovanotti a Marracash, da Pino Daniele e Grido dei Gemelli DiVersi a cui si uniscono in qualità di produttori Fabio B, Thg dei Gemelli DiVersi, Space-One e Guido Style (che ha curato anche gli arrangiamenti). “Io sono il calippo fizz, Licia e i Bee Hive. Sono il Drive In e Non è la Rai. Sono il Deejay Time, il Sega Mega Drive”: “Deca dance”, in radio dal 22 maggio, ci porta indietro negli anni ottanta: “Chi dice deca dice dieci euro: il prezzo dell’album. Chi dice deca dice decadenza e noi stiamo vivendo un momento di declino. Dieci poi, sono i brani inediti contenuti nel disco. Non solo: una decade è un periodo di dieci anni e io sto vivendo la mia seconda ‘deca’ artistica”. Così Alessandro Aleotti, in arte J-Ax racconta la sua deca dance: “La musica dance è ora il genere più decadente. Non potevo non accostare a questa parola il ‘deca’. Il pezzo è fresco, solare, pensato per l’estate”. È coinvolgente infatti, l’ex vocalist degli Articolo 31 quando canta “Ballo questa deca dance e porto le migliori cose dentro me”, “va tutto bene – assicura nel pezzo – è solo un’altra decade, è solo un altro deca con un deca”. “In ‘Deca dance’ faccio riferimento al periodo che va dall’’88 al 96, un decennio molto importante per me. A distanza di tempo ho ‘rivisto’ quegli anni e ho scoperto che molte cose che credevo non facessero parte di me in realtà mi appartengono”. “Deca dance” è dunque un gioco di parole che cita insieme la prima decade degli anni 2000, il periodo di decadenza morale ed economica che ci circonda, la dance “house” degli anni ’90, il “deca” degli 883, le dieci canzoni che compongono il disco e il suo prezzo (proseguendo così con la filosofia di vendere la musica su supporto fisico al prezzo dei negozi digitali: 1 euro a brano). I brani di questo album regalano flash di Alessandro Aleotti pre-J-Ax, raccontano in musica la sua formazione, i riferimenti, le passioni. Se però credete che J–Ax se si senta l’“iniziatore” del rap in Italia, uno che ha fatto da apripista al genere musicale, vi sbagliate: “E’ Lorenzo la vera svolta. È grazie a Jovanotti – spiega il rapper milanese – che ho scoperto il rap. Ho fatto mio questo linguaggio. Lo ricordo ai microfoni di Radio Deejay. Un grande. Tra i veri pionieri però c’è il Comitato e Space One”. Il segreto del successo J–Ax lo spiega così: “Cerco di comunicare in modo da farmi capire da tutti. Sono sicuro che oggi in Italia il rap è visto con occhi diversi: è un genere seguito e apprezzato. Chi invece dovrebbe cambiare atteggiamento sono gli addetti ai lavori. Il pubblico sa scegliere, gli artisti sono uniti, spesso a fare ‘battaglia’ sono solo i manager”. E per quanto riguarda le collaborazioni spiega: “Ho scelto degli amici tra questi Marracash e mio fratello Grido dei Gemelli DiVersi. I brani nascono in maniera semplice spontanea: ci ritroviamo magari la sera e decidiamo di fare qualcosa insieme. In più ‘ritrovo’ Pino Daniele: tra di noi c’è un gran bel feeling, siamo diventati amici. La vita è strana, a volte si fanno degli incontri sorprendenti come è successo a noi”. Pino Daniele infatti, ha già duettato con J- Ax nel brano “Il sole dentro di me” nell’ultimo disco del cantautore partenopeo “Electric Jam”: nel brano la parte melodica del mascalzone latino si sposa in modo singolare con la voce graffiante del rapper.
(Gil)