Roma, 11 giu – “Serve probabilmente a dire agli italiani: guardate quanto siete stati cattivi, quanto eravate arroganti”. Così Angelo Del Boca, il massimo storico del colonialismo fascista, spiega in una intervista a Repubblica perché Gheddafi si sia appuntato sulla divisa la foto degli anni Trenta con l’eroe dell’anticolonialismo italiano Omar al Mukhtar in catene dopo la cattura da parte degli italiani, che poi lo impiccarono. E sulla presenza al seguito del colonnello libico a Roma del nipote di al Mukhtar commenta: “So che ha portato a Roma 12 discendenti dei partigiani, compreso il nipote di Mohammed Fekini, capo della resistenza in Tripolitania, ma nessuno di loro, neanche il nipote di al Mukhtar, che in Libia viene omaggiato in tutte le manifestazioni, ha un ruolo politico. Staremo a vedere dove Gheddafi lo mostrerà, tutti quanti. Mi chiedo se sia solo per ricordare che gli italiani in Libia hanno ucciso 100mila persone, anche se Tripoli ne lamenta 700mila. Ma se Gheddafi lancia l’ennesima provocazione, dopo che ha avuto risarcimenti materiali e scuse ufficiali, allora viene da farsi molte domande sul trattato di amicizia italo-libico firmato da Berlusconi”.
(Grm)