Roma, 3 ago – La Sicilia in Italia, la Spagna all’estero. Con l’isola però che nello “scontro diretto” ha la meglio sulle calde terre iberiche. L’indagine Unioncamere-Isnart, realizzata in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale del Turismo, rende giustizia al turismo made in Italy e alla Trinacria che, secondo la studio, è in testa alla classifica delle mete preferite dagli italiani per quest’estate. Al di là della “vittoria” siciliana, i dati racchiudono una serie di conferme, a iniziare dal numero degli italiani – 26 milioni – che si godrà una finestra di vacanze nel periodo estivo. Stabile anche, numericamente parlando, la presenza italiana nelle località del Belpaese. A fine stagione, infatti, gli italiani che avranno svolto una vacanza nel Belpaese – compresi quelli che faranno vacanza anche all’estero – dovrebbero essere 18,3 milioni (18,1 nel 2008) contro solo 7,7 milioni all’estero (erano 10,4 milioni la scorsa estate). Per la vacanza estiva, gli italiani dichiarano di aver previsto una spesa media di circa 889 euro per le località nazionali e di circa 1.223 euro per quelle all’estero. Si stima dunque una spesa complessiva degli italiani per l’estate 2009 di 25,7 miliardi di euro, di cui 16,3 miliardi in Italia e 9,4 miliardi all’estero. Tra le mete interne preferite, come anticipato, la Sicilia si issa al primo posto della graduatoria, catalizzando il 9,9% dei villeggianti. Alle sue spalle scalpitano la Puglia (9%), l’Emilia Romagna (8,6%), la Toscana (8,1%) e la Sardegna (7,8%). Oltreconfine, invece, oltre alla Spagna, scelta da 1,2 milioni di partenti, si comportano bene anche la Francia (985 mila) e la Grecia (909 mila). Dati stabili, prenotazioni stabili. La conferma di questa dinamica viene infatti anche dal fronte delle prenotazioni pervenute al sistema ricettivo. Le diecimila strutture contattate per l’indagine Unioncamere-Isnart dichiarano, infatti, presenze stabili rispetto all’anno scorso, sebbene il risultato economico potrebbe, a fine stagione, risultare in flessione a causa della limatura dei prezzi fatta dagli operatori per sollecitare la domanda. Le prenotazioni pervenute, infatti, si attestano al 50-55% delle disponibilità per luglio e agosto, con il 49,9% dei posti letto prenotati per luglio, il 54,9% per agosto e il 30,4% per settembre. Traina il nord-est italiano, che può contare sul 55,6% di camere prenotate per luglio, sul 59,8% per agosto e sul 38,2% per settembre. Stagione critica invece per il sud e le isole, in flessione in tutto il trimestre rispetto al 2008. Il mare raccoglie – come sempre – le quote maggiori di camere prenotate (sebbene in leggerissima flessione rispetto alla scorsa annata), con il 54,4% a luglio ed il 59,9% ad agosto. In crescita rispetto ai risultati del 2008 le città d’arte, che recuperano nel mese di agosto (+10,5%) le perdite subite da inizio anno, e la montagna (+3,5%). Più colpiti dalle defezioni del turismo internazionale il comparto termale e i laghi, specie nel mese di luglio (rispettivamente -7,3% e -6,4%). Stabili rispetto al 2008 le prenotazioni negli hotel (48,4% a luglio, 49,1% ad agosto, 32,3% per settembre), mentre sono in ritardo le prenotazioni per settembre nelle strutture ricettive extralberghiere (-2,7%). L’estate, dunque, sembra segnare quantomeno una frenata della crisi, che ha investito il settore pesantemente nel trimestre primaverile (con flessioni di 1,4% ad aprile, -1,2% a maggio e -2,7% a giugno). Una situazione nera, che, per fortuna, è stata spazzata via dal vento caldo dell’estate.
(Gco)