Milano, 5 ago – “Sono state finanziate le associazioni storicamente consolidate e con delle attività che coprono tutti i bisogni e le necessità delle comunità lombarde all’estero. Se si farà una riforma della legge, occorrerà privilegiare e dare un maggiore riconoscimento alle attività svolte all’estero per gli emigranti lombardi e i servizi effettivamente erogati in Italia a favore dei ‘nuovi lombardi’, cioè di quegli oriundi che acquisita la cittadinanza italiana hanno scelto di vivere nella nostra Regione”. Così Daniele Marconcini, rappresentante del Consiglio regionale nella Consulta dell’Emigrazione lombarda e vicepresidente nazionale dell’Unione nazionale delle associazioni immigrati ed emigrati, commenta la ripartizione di fondi della Regione Lombardia per le associazioni ed enti dei lombardi nel mondo. Secondo Marconcini “occorrerà distinguere tra attività a favore dei discendenti lombardi , rispetto a quelle per gli immigrati extracomunitari per i quali vi sono altri finanziamenti e altri ambiti di intervento. Deve essere salvaguardata la specificità della nostra emigrazione e dei suoi bisogni per evitare che una generalizzazione dei problemi e delle modalità di intervento portino, come spesso è già accaduto, alla mortificazione dei nostri corregionali residenti all’estero una volta arrivati in Italia”.
(Cle)