Bruxelles, 10 ago – “Siamo qui perché ricordare la storia dell’emigrazione italiana significa aiutare il paese di oggi ad affrontare con maggiore consapevolezza i problemi del lavoro e dei suoi diritti, dell’accoglienza e dell’integrazione, dei flussi migratori ed i fenomeni nuovi e complessi della globalizzazione”. Queste le parole del deputato eletto all’estero Franco Narducci che sabato a Marcinelle è intervenuto per un breve saluto in ricordo dei 262 minatori che l’8 agosto del 1956 persero la vita nella miniera di Bois de Caziere, tra i quali 136 italiani e 95 belgi. “‘Ma è qui – come ebbe a dire il Presidente Carlo Azeglio Ciampi rendendo visita a questi luoghi – che comincia l’Europa’, perché furono proprio quegli emigrati di casa nostra ad essere i primi costruttori dell’Europa unita. Anzi i primi cittadini europei. ‘Se oggi c’è un’Europa più unita – disse il presidente Ciampi – è grazie a quei minatori’. In fin dei conti l’immigrazione, questo fenomeno che tante discussioni provoca nel nostro Paese e che interroga oggi molti Governi dell’Unione, allora non scatenò divisioni accese, ma – ha sottolineato Narducci – seppure contrassegnata da tragedie come quella di Marcinelle, rinsaldò il vivere insieme. L’emigrazione ha contribuito ad avvicinare i popoli e le nazioni, a far sorgere un interesse per l’altro, che diventa prossimo, superando il semplice aspetto economico e di libero mercato ed è necessario un impegno maggiore da parte delle istituzioni sia nazionali che internazionali per arrivare alla definizione di uno statuto giuridico del migrante. Ne abbiamo bisogno soprattutto ora che le società multietniche e multiculturali richiedono un grande sforzo per confrontarci con le nuove istituzioni. Un compito reso più difficile dalla crisi economica, che nessuno si aspettava”.
(Cle)