eccellenze del nostro Paese attraverso il rafforzamento della lotta alla
contraffazione. E’ questo l’obiettivo del provvedimento contro i falsi Made in
Italy contenuto nella Legge Sviluppo del ministero dello Sviluppo economico,
che entrerà in vigore da dopodomani. La norma prevede un inasprimento delle
sanzioni penali con pene fino a 6 anni nei casi di attività criminali
organizzate e commesse in modo sistematico, una razionalizzazione degli enti e
delle misure esistenti, un maggiore coordinamento tra stato e regioni e più
risorse per le imprese “start up”, l’introduzione del reato di contraffazione
agroalimentare, pene più severe per l’uso di false e fallaci indicazioni
sull’origine o provenienza dei prodotti (compresa la stampigliatura Made in
Italy), l’estensione delle ipotesi di confisca obbligatoria ai reati di
contraffazione, l’istituzione del Consiglio nazionale anticontraffazione.
detto il ministro Claudio Scajola, è “una legge storica”, che dà luogo a
“riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire
dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed
efficienza che configureranno l’Italia del futuro”. Per quanto riguarda le
norme sull’etichettatura nell’ambito dell’azione anticontraffazione, una nota
del ministero dello Sviluppo economico indirizzata all’Agenzia delle Dogane
precisa comunque che “l’estensione dell’ipotesi di reato per le aziende
italiane che applicano il proprio marchio sui prodotti non fabbricati in
Italia, senza dichiararne la provenienza, così come previsto dalla Legge Sviluppo,
varrà esclusivamente per i prodotti fabbricati successivamente al 15 agosto,
data di entrata in vigore della legge”. La nuova norma, quindi, “non sarà
applicata alla merce giacente nei magazzini nel periodo di entrata in vigore
della norma, così come ai prodotti per i quali il marchio di azienda sia stato
posto prima del 15 agosto”. Soddisfazione per i provvedimenti a tutela del Made
in Italy è stata espressa dal presidente della Confartigianato Giorgio
Guerrini, che ha commentato: “Dal 15 agosto scatta una positiva ‘rivoluzione’
per le 480.000 imprese manifatturiere italiane, il 93% delle quali sono di
piccole dimensioni. Entra in vigore una legge contro i falsi Made in Italy che
tutela la qualità del ‘saper fare’ delle nostre imprese e consente di informare
correttamente i consumatori sulla provenienza delle merci, evitando che
prodotti realizzati interamente all’estero da aziende italiane siano messi in
circolazione nel nostro Paese”. Il provvedimento, ha detto ancora Guerrini, “ha
fortemente innovato la disciplina anticontraffazione, prevedendo che
costituisca fallace indicazione, ingannevole per il consumatore, l’uso di
marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell’Italia, ai
sensi della normativa europea sull’origine, senza l’indicazione precisa, in
caratteri evidenti, del loro Paese o del loro luogo di fabbricazione o di
produzione, o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla
loro effettiva origine estera”. “In attesa che possa essere definita una
legislazione organica per individuare e stabilire le modalità di
identificazione ed etichettatura, su base volontaria, dei prodotti fatti
interamente in Italia – continua il presidente della Confartigianato – la norma
è un ottimo primo passo per orientare le scelte dei consumatori, spesso
convinti di trovarsi di fronte ad oggetti fatti nel nostro Paese, ma che in
realtà di Made in Italy hanno soltanto l’etichetta”. Guerrini ritiene quindi
necessaria una rapida e rigorosa attuazione del provvedimento. “Mi auguro – ha
concluso – che una norma così importante per le nostre imprese manifatturiere e
per i consumatori, soprattutto in questa fase di crisi, sia subito applicata e
venga difesa da tentativi di vanificarne l’efficacia”.
(Asc)