Roma, 26 ago – “Sono stupito. L’accordo con la Libia lo hanno messo in cantiere i passati governi di centrosinistra. Silvio Berlusconi lo ha mandato in porto grazie alle sue capacità. Non capisco perché ora ritirano la mano, invece di rivendicare qualche merito”. Lo afferma Adolfo Urso in una intervista al Secolo XIX. E sulla presenza delle Frecce Tricolori a Tripoli il vice ministro del Commercio Estero aggiunge: “Con le Frecce vola l’export italiano in Libia” e “sono il simbolo non solo dell`Italia militare, ma dell`eccellenza tecnologia di cui il nostro Paese va orgoglioso. Sono la dimostrazione di ciò che le nostre migliori aziende, come la Finmeccanica, sono in grado di fare. Direi che sono un pezzo importante del made in Italy, come lo sono la Ferrari e ora per fortuna anche la Fiat. All’estero ci conoscono e apprezzano per queste cose e per la tecnologia che c`è dentro”. Nota anche che “non è un atto di vassallaggio, ma una dimostrazione di orgoglio nel segno della pacificazione”. Nessun problema inoltre sui costi della trasferta: “Il ministro La Russa ha garantito che a pagare saranno i libici”. Nota infine che “la Libia è il nostro primo partner commerciale: soltanto in termini di export vale 2 miliardi di euro. Ma poi ci sono in ballo i nuovi contratti e non solo per i big: anche la piccola e media impresa avrà un suo spazio grazie ai quattro distretti industriali ottenuti da Confindustria. Insomma, la Libia è un grande cantiere aperto. E ci sarà da investire per tutti”.
(red)